L’ultimo dono di una donna di Sezze: il sì sulla carta d’identità salva una vita al Gemelli

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
​C’è una firma, apposta quasi in silenzio in un ufficio comunale, che a distanza di tempo può trasformarsi nel più grande dei miracoli. È quello che è accaduto ieri all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, dove il dolore per la perdita di una vita si è intrecciato con la speranza per chi, altrove, attendeva una chiamata decisiva.

La protagonista di questa storia di altruismo è una donna di 69 anni di Sezze. In un giorno qualunque, durante il rinnovo della sua carta d’identità, aveva scelto di barrare quella casella, di dire “sì” alla donazione degli organi. Un gesto consapevole, meditato, che ieri ha permesso alla macchina della vita di mettersi in moto: il suo fegato, prelevato con estrema cura dall’equipe medica del Goretti, è stato trasferito d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma per un trapianto salvavita. ​ ​Ma questa non è solo la storia di una singola generosità. È lo specchio di una provincia, quella di Latina, che sta riscoprendo il valore profondo del bene comune. I dati dei primi quattro mesi del 2026 raccontano una realtà in netta controtendenza rispetto al passato: le donazioni nel territorio della Asl sono in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. ​Cosa sta cambiando? È la cultura del dono che smette di essere un tabù per diventare una scelta civica. Merito del lavoro silenzioso ma costante della Asl di Latina e dei volontari dell’AIDO, capaci di spiegare che donare non è togliere qualcosa a chi non c’è più, ma restituire un futuro a chi è ancora qui. ​ ​Spesso ci si dimentica che dietro i numeri e le statistiche ci sono persone, famiglie e scelte etiche. Sapere che una comunità risponde con un “sì” così convinto è un segnale di maturità sociale straordinario. Quel fegato che ieri ha viaggiato verso la Capitale non è solo un organo: è il simbolo di una provincia che, nel momento più buio, sceglie di accendere una luce per il prossimo. ​Gratitudine è la parola che risuona tra le corsie del “Goretti”. Gratitudine verso una donna di Sezze e verso tutti quei cittadini che, con una semplice firma, decidono di restare umani oltre ogni confine.
Condividi questo articolo
Nessun commento