Tre anni di reclusione. È questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero nei confronti di un operaio di 43 anni residente nella città termale, finito sotto processo con accuse pesantissime: maltrattamenti in famiglia e lesioni.
Una vicenda che affonda le radici in un contesto familiare segnato, secondo l’accusa, da vessazioni continue, umiliazioni e violenze. A far emergere il caso è stata la compagna dell’uomo che, esasperata da una situazione divenuta ormai insostenibile, ha deciso di denunciare tutto e rivolgersi a un centro antiviolenza. Le indagini hanno portato alla luce episodi che delineano un quadro inquietante. Tra questi, anche un’aggressione durante una lite: la donna sarebbe stata ferita con un coltello, tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso. Un episodio che ha rappresentato un punto di svolta, spingendo definitivamente la vittima a rompere il silenzio. Ma non è tutto. Secondo indiscrezioni emerse nel corso del procedimento, all’uomo sarebbero state attribuite anche accuse ancora più gravi, tra cui presunte molestie nei confronti della figliastra. Circostanza che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente la sua posizione. Ora la parola passa ai giudici. Il prossimo 28 aprile è attesa la sentenza che metterà la parola fine a una vicenda giudiziaria delicata e carica di tensione. Ancora una volta il caso riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza domestica e dell’importanza di denunciare. Per lungo tempo la donna è stata vittima di umiliazioni, vessazioni e soprusi che che venivano consumate quotidianamente in quella casa. Poi fortunatamente attraverso gli operatori del centro antiviolenza è riuscita a prendere coraggio ed a denunciare. Mar.Ming.
