Valle del Sacco – L’ira di Ilaria Fontana: “Disastro continuo, il Ministero intervenga subito”

Irene Mizzoni
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Non si placa la tempesta politica e ambientale che investe il Fiume Sacco. Le immagini dell’ennesimo scempio ecologico hanno scatenato la reazione durissima dell’Onorevole Ilaria Fontana, già sottosegretaria all’Ambiente, che punta il dito contro la gestione governativa di un territorio definito ormai “martoriato”.

​L’affondo contro il Ministero ​Le parole della deputata sono un misto di sdegno e pragmatismo istituzionale. Al centro della polemica non c’è solo l’inquinamento materiale delle acque, ma una scelta burocratica che Fontana definisce “gravissima”: la firma di un nuovo atto integrativo dell’accordo di Programma. ​”Il Ministro Pichetto Fratin ha sottoscritto un atto che, di fatto, cancella il termine per completare gli interventi di bonifica nella Valle del Sacco,” dichiara Fontana. “È una scelta inaccettabile che condanna il territorio a un’attesa infinita.” ​Richiesta d’intervento immediato ​L’Onorevole non si limita alla denuncia, ma annuncia azioni concrete. È in fase di preparazione una richiesta formale indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per sollecitare l’invio del RAM (Reparto Ambientale Marino). Nonostante si parli di un fiume, l’intervento delle unità specializzate del Ministero è ritenuto fondamentale per monitorare l’entità dello sversamento e individuarne le matrici. ​”Un sistema che ferisce il territorio” ​Secondo Fontana, quello che sta accadendo in queste ore non è un incidente di percorso, ma il sintomo di un fallimento strutturale: ​Impunità: “Siamo davanti a un sistema che continua a ferire un territorio già martoriato,” spiega la deputata. ​Responsabilità: Il monito è chiaro: “Chi inquina deve pagare”. ​L’appello: Il durissimo “Vergognatevi” finale è rivolto a chi, secondo l’esponente pentastellata, sta voltando le spalle ai cittadini della Valle del Sacco, privati del diritto a un ambiente salubre. ​Uno stallo che dura da anni ​La Valle del Sacco attende interventi di bonifica strutturali da decenni. La rimozione dei termini temporali per i lavori rappresenta, per le opposizioni e le associazioni locali, un segnale di resa dello Stato di fronte a uno dei siti di interesse nazionale (SIN) più complessi e inquinati d’Italia. ​La palla passa ora al Ministro Pichetto Fratin, chiamato a rispondere non solo in Aula, ma a una popolazione che guarda al fiume con crescente timore per la propria salute.
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