Sora – La fede si fa arte: Massimo Di Ruscio e il pellegrinaggio nel segno di San Francesco

Irene Mizzoni
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In una giornata densa di spiritualità, si chiude oggi, 22 marzo, un pellegrinaggio straordinario. Mentre il mondo francescano commemora gli 800 anni dalla morte del Poverello d’Assisi, la città di Sora trova nel concittadino Massimo Di Ruscio un testimone d’eccezione di questa eredità secolare.

Volontario e profondamente devoto, Massimo ha voluto onorare il Santo che nel 1223, a Greccio, diede vita al primo presepe della storia, unendo la preghiera all’arte pittorica. Per questa occasione solenne, ha realizzato un dipinto olio su tela di rara intensità, nato sotto la guida esperta dei maestri Roberto e Antonio Cinti (padre e figlio). Massimo, che è stato allievo nelle loro storiche botteghe a Sora, ha saputo infondere nel quadro tutta la sua passione e il rispetto per la tradizione.

​Una vita dedicata al Presepe

​L’arte di Di Ruscio non si ferma alla tela. La sua anima artistica batte forte soprattutto per la realizzazione dei presepi, una vocazione che coltiva da decenni e che lo vede protagonista a livello nazionale e internazionale.

  • Socio dal 1998: Iscritto all’Associazione Italiana Amici del Presepe di Roma.
  • Esposizioni: Le sue opere sono state ammirate in svariate mostre in tutta la regione Lazio, portando il nome di Sora tra le eccellenze del presepismo italiano.

​Un ringraziamento corale

​Il viaggio spirituale e artistico di Massimo è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione di chi crede nel valore del pellegrinaggio. Un ringraziamento particolare va all’agenzia viaggi Venere Tour di Iafrate, che ha supportato logisticamente questo momento di fede.

​Massimo chiude questo percorso con il cuore colmo di gratitudine: “Grazie a tutti quelli che hanno condiviso con me questo cammino,” dichiara il volontario sorano, che con la sua arte continua a tenere viva la luce di San Francesco nella nostra comunità.

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