Promesse di guadagni facili in cambio di semplici “like” o visualizzazioni di video, che si trasformano in un incubo per il portafogli.
È l’ormai nota truffa dei video, costata una denuncia a un uomo di 45 anni residente in provincia di Ragusa, individuato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sora.
La dinamica del raggiro
L’indagine, conclusasi nella giornata di ieri, ha permesso ai poliziotti di ricostruire il sofisticato schema messo in atto dal truffatore. Tutto inizia su una comune piattaforma di messaggistica istantanea (come WhatsApp o Telegram), dove la vittima viene contattata con una proposta lavorativa allettante e apparentemente innocua: eseguire piccole operazioni su piattaforme di condivisione video dietro un corrispettivo in denaro.
Inizialmente, il sistema sembra funzionare, inducendo la vittima a fidarsi della serietà dell’interlocutore. Tuttavia, è proprio in questa fase che scatta la trappola.
Dai “guadagni” ai bonifici
Una volta agganciato il malcapitato, il sedicente datore di lavoro cambia strategia. Attraverso abili raggiri e la promessa di sbloccare provvigioni più alte o accedere a livelli “premium” di guadagno, la vittima è stata indotta a effettuare diversi bonifici a favore dell’indagato.
Solo quando le richieste di denaro sono diventate insistenti e i guadagni promessi non sono mai rientrati, la vittima ha compreso la natura della truffa, rivolgendosi alle autorità.
L’intervento della Polizia
Grazie all’analisi delle tracce informatiche e dei flussi finanziari, gli uomini del Commissariato di Sora sono riusciti a risalire all’identità del 45enne siciliano, nei cui confronti è stato delineato un quadro indiziario grave. L’uomo dovrà ora rispondere del reato di truffa.
Si invita i cittadini alla massima prudenza di fronte a offerte di lavoro che arrivano tramite messaggi privati e che richiedono l’esborso di denaro per “investimenti” o “spese di gestione”.
