Un silenzio irreale ha avvolto oggi le strade di Acuto. L’intera comunità si è stretta in un abbraccio collettivo per l’ultimo saluto a Valentino Perinelli (25 anni), Mauro Agostini (41 anni) ed Emiliano Martucci (44 anni), i tre operai della ditta Metal Art che hanno perso la vita nel tragico incidente avvenuto sulla A1, nel tratto tra Ceprano e Pontecorvo.
La chiesa, gremita ben oltre la sua capienza, non è bastata a contenere la folla commossa che si è radunata per onorare la memoria di tre uomini descritti da tutti come grandi lavoratori e pilastri delle proprie famiglie. L’immagine dei feretri coperti da rose rosse e bianche, circondati da colleghi, amici e parenti distrutti dal dolore, ha reso tangibile la tragedia che ha colpito non solo le famiglie, ma l’intera area del frusinate. Durante la cerimonia, sono stati molti i momenti di profonda emozione. La vicinanza delle istituzioni: Presente il sindaco di Acuto, Augusto Agostini, che ha proclamato il lutto cittadino, interpretando il sentimento di “immane tragedia” che ha colpito il paese. Il picchetto dei colleghi: i colleghi di lavoro, visibilmente scossi, hanno voluto rendere omaggio ai compagni con cui condividevano quotidianamente fatiche e progetti.
Le parole degli amici hanno dipinto il ritratto di tre generazioni diverse unite dallo stesso tragico destino: la giovinezza spezzata di Valentino e la maturità di Mauro ed Emiliano, strappati ai loro affetti in una mattinata che doveva essere come tante altre. ”Non ci sono parole per descrivere un vuoto così grande. Acuto oggi non piange solo tre lavoratori, ma tre figli, padri e amici che non dimenticheremo mai.” All’uscita dei feretri, un lungo applauso e il volo di palloncini bianchi hanno accompagnato i tre operai nel loro ultimo viaggio, mentre la comunità si prepara ora a sostenere i sopravvissuti dello scontro, ancora ricoverati negli ospedali di Frosinone e Cassino.
