Molestie sessuali alla datrice di lavoro: scatta la denuncia e il licenziamento in tronco nei confronti di un operaio di 59 anni.
Tale deprecabile comportamento si sarebbe verificato ai danni della titolare di un’attività ubicata nel capoluogo ciociaro. Secondo quanto dichiarato dalla datrice di lavoro sarebbe stata vittima per mesi di pesanti molestie e comportamenti intimidatori da parte del dipendente. In un documento di contestazione disciplinare sarebbero stati ricostruiti numerosi episodi che avrebbero avuto come protagonista il lavoratore, accusato di atteggiamenti gravemente offensivi e a sfondo sessuale nei confronti della titolare. Secondo quanto dichiarato dalla vittima l’uomo avrebbe più volte tentato di avvicinarsi fisicamente alla donna cercando di metterle le mani addosso e di toccarla nelle parti intime. In diverse occasioni avrebbe inoltre rivolto alla datrice di lavoro frasi esplicitamente volgari e sessualmente allusive, commentando anche il suo abbigliamento e sostenendo di volerla toccare. Le esternazioni, definite nel documento “maniacali”, sarebbero andate avanti nel tempo fino a diventare, secondo quanto riferito, non più tollerabili. Ma non è tutto: in un’altra circostanza, risalente ai mesi scorsi, il dipendente avrebbe lanciato senza alcun motivo un parafango contro la datrice di lavoro, sostenendo poi che il pezzo non fosse originale ma commerciale. Sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’atto di licenziamento, il lavoratore si sarebbe più volte rifiutato di svolgere alcune mansioni affidategli, arrivando per circa un anno a non voler eseguire determinate operazioni. A peggiorare la situazione ci sarebbero state anche minacce e offese pronunciate all’inizio di gennaio davanti ad alcune persone presenti nel luogo di lavoro. In quell’occasione l’uomo avrebbe accusato la titolare di essere uscita “a farsi i fatti suoi” invece di rimanere sul posto di lavoro. La donna, stando a quanto riportato nel documento, sarebbe ormai terrorizzata all’idea di restare sola con il dipendente, tanto da farsi accompagnare da altre persone ogni volta che doveva svolgere alcune attività sul posto di lavoro. Alla lunga serie di contestazioni si aggiungerebbero anche il mancato rispetto degli orari di lavoro, atteggiamenti umilianti nei confronti degli altri dipendenti e il rifiuto, dichiarato lo scorso 10 marzo, di insegnare le attività al tirocinante presente in azienda. Da qui la necessità di dover licenziare l’operaio e di denunciarlo anche per molestie sessuali. Il giudice alla luce degli elementi raccolti ha disposto il divieto di avvicinamento alla parte offesa. Mar.Ming.
