Grande partecipazione alla Biblioteca Comunale per l’incontro organizzato dall’Inner Wheel. La dott.ssa Bruna Venturi spiega perché curare le donne come “piccoli uomini” è un errore scientifico e sociale.
“Diverse per natura”: un titolo che non è solo uno slogan, ma una dichiarazione d’intenti scientifica. Ieri pomeriggio, alle ore 17, la Sala Sperduti della Biblioteca Comunale di Corso della Repubblica si è riempita di cittadini pronti a riflettere su un tema vitale: la Medicina di Genere.
L’evento, promosso dall’Inner Wheel Club di Frosinone all’interno del tema internazionale “Step Up & Lead by Example”, ha voluto scardinare i pregiudizi che per decenni hanno visto la salute femminile come una semplice variante di quella maschile.
A guidare la conversazione è stata la dott.ssa Bruna Venturi, Direttrice dell’UOC di Medicina Generale dell’Ospedale “F. Spaziani” di Frosinone. Con una carriera iniziata nell’ASL locale nel 1992 e una profonda esperienza nella Medicina Interna e nella LILT, la dott.ssa Venturi ha evidenziato come le differenze biologiche e ormonali influenzino il decorso delle malattie e la risposta ai farmaci. ”La medicina di genere non è una disciplina riservata alle donne, ma un approccio scientifico necessario per entrambi i sessi,” è stato ribadito durante l’incontro. “Tuttavia, sono le donne a pagare il prezzo più alto di una ricerca clinica che spesso le ha ignorate.”
Un Dialogo tra Specialisti
Il dibattito è stato arricchito da testimonianze vive dal campo:
- Emergenza e Sintomi: È stato spiegato come le malattie cardiovascolari nelle donne presentino sintomi “atipici” (nausea, affaticamento), spesso sottovalutati rispetto al classico dolore al petto maschile.
- Contributi Professionali: Gli interventi spontanei del chirurgo oncologico dott. Norberto Venturi e dello psichiatra dott. Raffaele Gargaro hanno confermato come la visione di genere sia essenziale in ogni branca medica.
Oltre la Retorica: il Programma Marzolino dell’Inner Wheel
Per l’Inner Wheel di Frosinone, questo incontro rappresenta l’antitesi della retorica dell’8 marzo. “Parlare di salute significa fornire strumenti reali di consapevolezza,” sostengono le organizzatrici.
L’impegno del Club prosegue ora verso il culmine delle attività sociali:
- 27 Marzo 2026: Presso la sede della Confcommercio, si terrà l’edizione del Premio Donna Inner Wheel 2026.
- L’Eccellenza Locale: Durante la cerimonia verranno celebrate le figure apicali dell’imprenditoria provinciale e verrà omaggiata Laura Angelilli, creatrice del brand internazionale “L’aura”.
Una serata che si è chiusa con una certezza: informare una donna sulla propria salute non è solo un atto medico, è la forma più alta di protezione e rispetto.
Da Inner Wheel hanno spiegato: “Ieri
pomeriggio, nella Sala Sperduti della Biblioteca civica di Frosinone, abbiamo vissuto una serata che porteremo con noi a lungo, non soltanto per la qualità dei contenuti, ma per ciò che ha rappresentato: un momento in cui la nostra città ha scelto di fermarsi a ragionare su qualcosa di essenziale e ancora troppo poco conosciuto, che riguarda la salute — e quindi la vita — di ogni donna. Il tema era la medicina di genere, e siamo orgogliose di averlo portato all’attenzione della comunità.
Come Inner Wheel di Frosinone, lavoriamo da decenni al fianco delle donne e della comunità con iniziative culturali e sociali. La scelta di questo tema non è stata casuale: parlare di medicina di genere in un mese che spesso si riempie di retorica sulla donna significa voler fare qualcosa di utile e concreto, ovvero fornire alle nostre concittadine strumenti reali di consapevolezza. È questa la missione che sentiamo nostra: non celebrare la donna un giorno all’anno, ma accompagnarla, informarla, tutelarla ogni giorno.
Per farlo al meglio, abbiamo avuto la fortuna di poter contare su un’ospite d’eccezione: la dottoressa Bruna Venturi, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone. Una figura che nel panorama medico locale non ha bisogno di presentazioni: in servizio presso l’ASL di Frosinone dal 1992, già borsista dal 1989, ha costruito nel tempo un’esperienza clinica profonda nel reparto di Medicina Interna. Nel novembre 2021 ha ricevuto l’incarico di direttore dell’UOC di Medicina Generale — un riconoscimento che corona decenni di impegno, competenza e capacità organizzativa, dimostrata anche durante la difficile stagione dell’emergenza Covid-19. Ha presieduto la LILT nel quinquennio 2000–2005 e ha dedicato una parte significativa della sua carriera allo studio delle patologie cerebrovascolari, della nutrizione artificiale e, in modo speciale, alla cura della componente femminile del reparto. Una sensibilità che non è solo professionale: è il segno di chi ha imparato, nel tempo, a guardare le proprie pazienti non come corpi generici, ma come persone con storie, biologie e bisogni specifici.
È proprio questo il cuore della medicina di genere: la disciplina che studia come le malattie si manifestino, progrediscano e rispondano alle terapie in modo differente a seconda del sesso biologico e del genere. Una definizione che, all’apparenza semplice, racchiude una critica profonda all’impianto tradizionale della ricerca medica. Per decenni, gli studi clinici sono stati condotti prevalentemente su soggetti maschili, e i risultati sono stati applicati indistintamente all’intera popolazione. Un errore metodologico con conseguenze concrete e misurabili sulla vita delle donne: diagnosi tardive, terapie non calibrate, effetti collaterali sottovalutati. Non astrazioni, ma esiti che la pratica clinica registra ogni giorno. Ascoltare queste parole dalla voce autorevole della dottoressa Venturi – spiegano ancora le organizzatrici – ci ha confermato quanto fosse necessario e urgente portare questo tema in una sala aperta a tutti.
Ci teniamo a sottolinearlo: la medicina di genere non è una disciplina ‘riservata alle donne’. È un approccio scientifico che riconosce come le differenze biologiche, ormonali, genetiche e psicosociali tra uomo e donna influenzino profondamente la salute di entrambi. Ma è innegabile che siano le donne a pagare il prezzo più alto di decenni di ricerca che le ha ignorate o trattate come variante del modello maschile. Le malattie cardiovascolari, ad esempio, si presentano spesso nelle donne con sintomi atipici — dolore diffuso, nausea, affaticamento — facilmente sottovalutati, con diagnosi tardive e prognosi peggiori. E lo stesso vale in oncologia, in farmacologia, in neurologia. Sapere questo non è un dettaglio tecnico: è uno strumento di autodifesa che ogni donna dovrebbe avere.
La serata si è arricchita ulteriormente grazie agli interventi spontanei del dottor Norberto Venturi, chirurgo oncologico, e del dottor Raffaele Gargaro, psichiatra, che si sono innestati naturalmente nel filo del discorso portando le proprie esperienze come testimonianze vive delle evidenze scientifiche trattate. Siamo davvero felici di questa partecipazione, poiché ha dimostrato che il tema tocca trasversalmente l’intera professione medica e che il dialogo tra specialità diverse è non solo possibile, ma fecondo.
Guardando la sala — attenta, partecipe, animata da domande e riflessioni — abbiamo avuto la conferma che questo è esattamente il tipo di lavoro che vogliamo continuare a fare. Il nostro Club ha sempre posto la donna e il suo benessere al centro dell’azione: campagne di sensibilizzazione, screening gratuiti, iniziative culturali. Capire come il proprio corpo funziona, come le malattie si presentano nel corpo femminile, come difendersi e come pretendere cure appropriate non è un lusso: è un diritto. E noi vogliamo ricordarlo, ogni volta che possiamo.
Ringraziamo di cuore la dottoressa Venturi per il rigore, la chiarezza e il calore con cui ha saputo rendere accessibile un argomento così complesso. E ringraziamo tutte le persone che hanno scelto di essere presenti: la loro partecipazione è la ragione per cui continuiamo. Una serata come questa ci ricorda che la sinergia tra associazionismo femminile e competenza medica può generare qualcosa di prezioso e duraturo: cultura, consapevolezza e, soprattutto, salute.
Il bell’incontro di ieri è stato solo il primo di una serie che abbiamo voluto dedicare a noi donne, alla nostra salute, al nostro lavoro, alla creatività, alla narrazione. Rientra infatti nel variegato programma marzolino che abbiamo stilato e che terminerà con l’edizione del Premio donna Inner Wheel 2026, il 27 c.m. presso la sede della Confcommercio in cui avremo il piacere di conversare con le apicali rappresentanti femminili del mondo imprenditoriale e commerciale della nostra provincia e di omaggiare Laura Angelilli, la creatrice e produttrice del brand, divenuto ormai internazionale, “L’aura”. Perché una donna non si racconta con una sola storia e noi non abbiamo intenzione di smettere di raccontarle. Con la convinzione che informare significhi proteggere, e che proteggere sia la forma più concreta di rispetto”.
