Il progetto che unisce Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli è stato presentato ufficialmente questa mattina a Roma.
L’audizione finale presso il Ministero della Cultura, tenutasi oggi giovedì 26 febbraio 2026, ha segnato un punto di svolta per la candidatura di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli a Capitale Italiana della Cultura 2028.
Accanto alla voce delle istituzioni civili, si è levata quella autorevole dell’Arcivescovo Mons. Santo Marcianò, che ha voluto testimoniare personalmente il valore spirituale e identitario del progetto “Hernica Saxa”.
Il valore dell’unicità ernica Monsignor Marcianò, che guida le due diocesi del territorio in persona episcopi, ha chiuso la serie degli interventi previsti con una riflessione profonda sul carattere distintivo delle quattro città. Nonostante una carriera che lo ha portato a conoscere ogni angolo d’Italia, l’Arcivescovo ha riservato parole di straordinaria ammirazione per la terra degli Ernici. «Questo territorio rappresenta una straordinaria unicità che non ho trovato altrove – ha dichiarato Mons. Marcianò – È un territorio originale e originante, capace di offrire testimonianze culturali e religiose in cui i due aspetti vanno costantemente di pari passo.»
L’Arcivescovo ha evidenziato come la fede e l’arte in queste zone non siano compartimenti stagni, ma elementi di un’unica trama storica che merita il riconoscimento nazionale.
Un fronte comune verso il 27 marzo La partecipazione di Mons. Marcianò al fianco del Presidente della Provincia Luca Di Stefano e dei quattro Sindaci sottolinea la compattezza totale del territorio: una sinergia che unisce amministrazioni, imprese, scuole e Chiesa cattolica sotto un unico vessillo. La sfida ora si sposta sul piano dell’attesa.
La commissione ministeriale ha raccolto tutti gli elementi: La forza della storia: Il progetto “Hernica Saxa”. L’ambizione del futuro: L’Alta Velocità e l’integrazione territoriale. L’anima del territorio: L’eredità religiosa e culturale difesa dall’Arcivescovo.
Prossima tappa: il verdetto Tutti i riflettori sono ora puntati sul 27 marzo, data in cui verrà ufficializzata la decisione finale. Per la Ciociaria non si tratta solo di un titolo, ma della possibilità concreta di trasformare questa “straordinaria unicità” in un volano di sviluppo per le generazioni future.
