Ieri mattina presso il tribunale di Frosinone doveva prendere il via il processo per corruzione che vedeva imputati il maresciallo dei carabinieri Carmine Casolaro e gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia, rispettivamente padre e figlio. In udienza però il pubblico ministero Vittorio Misiti ha chiesto un rinvio perché non ha ricevuto dalla procura generale la delega per presenziare in udienza.
L’avvocato Alfonso Amato e l’avvocato Chistian Alviani che difendono gli Scaccia e Nicola Ottaviani che rappresenta Casolaro, hanno levato eccezioni relative al mancato invio delle password per la lettura delle copie informatiche. La procura ha confermato che le stesse non erano pervenute ed è stato rinviato l’esame del noto perito informatico ingegnere Vitiello il quale si è visto rigettare l’istanza di essere sentito da remoto a seguito di opposizione del legale Alfonso Amato. Nel corso dell’udienza l’avvocato Alfredo Scaccia ha chiesto di voler esercitare il diritto di poter fare delle dichiarazioni spontanee precisando che le stesse prevedono un lungo lasso di tempo. A seguito di tale richiesta il collegio ha deciso di fissare una udienza per espletare questa incombenza. Prossima udienza il 27 febbraio. In questa data verranno ascoltati due testi della procura. Mar. Ming.
