C’è anche il Sud del Lazio, e in particolare il territorio del Cassinate e di Pontecorvo, nel mirino della spregiudicata banda di “assaltatori di bancomat” sgominata nella notte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto.
Cinque le persone fermate su disposizione della Procura pugliese, nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto luce su una lunga scia di esplosioni e furti ai danni di istituti di credito e uffici postali tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Il gruppo operava con precisione militare utilizzando le cosiddette “marmotte”: ordigni artigianali inseriti nelle fessure dei distributori automatici per farli saltare in aria. Un metodo estremamente pericoloso che, oltre a permettere il furto del denaro contante, ha causato danni ingenti alle strutture degli edifici, mettendo a rischio la sicurezza pubblica. Il coinvolgimento del Frusinate Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Francesca Colaci, la rete criminale non si limitava alla Puglia, ma si muoveva con rapidità su scala interregionale. Tra gli episodi contestati figurano colpi (o tentati colpi) messi a segno proprio nel nostro territorio, in particolare a Pontecorvo e nel Cassinate. Questi episodi si inseriscono in una strategia unitaria che ha toccato anche Campania, Calabria e altre zone della Puglia, partendo dal primo assalto documentato a Montemesola lo scorso novembre. Le indagini hanno delineato un quadro inquietante: i malviventi agivano travisati e armati, utilizzando auto rubate per le incursioni e la fuga. Per assicurarsi l’impunità, la banda non esitava a utilizzare metodi estremi: a Palagiano, ad esempio, sono stati ritrovati chiodi e oggetti in ferro disseminati sull’asfalto nei pressi della caserma dei Carabinieri per bloccare l’uscita delle pattuglie e ritardare l’intervento. I cinque fermati dovranno rispondere, a vario titolo, di: Furto pluriaggravato Detenzione e porto illegale di esplosivi Ricettazione aggravata Danneggiamento di beni destinati a pubblico servizio Mentre prosegue la quantificazione esatta del bottino totale, l’operazione di oggi mette un punto fermo su una serie di eventi che avevano destato forte allarme sociale anche nella provincia di Frosinone, restituendo un senso di sicurezza ai residenti del Cassinate e ai comuni limitrofi.
