Il Consiglio regionale dà il via libera definitivo alla PL 61. Stanziati 1,15 milioni di euro per il biennio 2026-2027. L’obiettivo: prevenire il disagio giovanile e supportare famiglie e docenti.
La scuola del Lazio non sarà più solo il luogo dell’istruzione, ma un presidio strutturato per la salute mentale e il benessere emotivo. Con un voto unanime che ha unito maggioranza e opposizione, il Consiglio regionale, presieduto da Antonello Aurigemma, ha approvato la legge regionale n. 61, istituendo ufficialmente il Servizio di psicologia scolastica. Il provvedimento nasce da un’ampia proposta bipartisan (primo firmatario Cosmo Mitrano di Forza Italia, sostenuto da esponenti di FdI, Lega e liste civiche) e risponde a un’emergenza sempre più evidente tra i giovanissimi. La legge non si limita a interventi sporadici, ma introduce uno strumento stabile con una dotazione finanziaria precisa: 400 mila euro per il 2026 e 750 mila euro per il 2027. L’obiettivo centrale è la prevenzione. Lo psicologo a scuola non sarà un’isola, ma il perno di una “governance” che coinvolge: Studenti – per intercettare precocemente segnali di disagio, ansia e difficoltà relazionali. Docenti e personale ATA – che riceveranno formazione specifica per gestire situazioni complesse in classe. Famiglie – per ricostruire quel “patto educativo” spesso messo a dura prova dalle sfide della modernità. ”Vogliamo supportare i nostri adolescenti, oggi sempre più esposti a forme di disagio legate anche all’uso dei social network,” ha dichiarato il consigliere Mitrano. “L’istituzione pubblica deve garantire un affiancamento continuativo, andando oltre l’approccio emergenziale.” Soddisfazione espressa anche dai professionisti del settore. Paola Medde, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha sottolineato l’importanza del contributo tecnico dato alla legge: «È stato chiarito che gli ambiti di intervento della psicologia scolastica non si sovrappongono all’intervento clinico. È una vittoria per la comunità professionale che da anni lavora negli istituti e che ora vede riconosciuto il proprio ruolo nel migliorare la qualità della vita scolastica». La legge punta il dito anche sulle nuove forme di devianza e aggressività che nascono online. Lo psicologo scolastico avrà il compito di monitorare l’impatto del mondo digitale sulla psiche degli studenti, offrendo strumenti critici per navigare in sicurezza e prevenire fenomeni di isolamento o cyberbullismo. Con questo passo, la Regione Lazio si pone all’avanguardia nelle politiche di tutela dei minori, riconoscendo che il successo formativo non può prescindere da una mente serena e da un ambiente scolastico realmente inclusivo.
