Rifiuti – Roma non è ancora autosufficiente: rinnovato l’accordo con l’Abruzzo per il 2026

Irene Mizzoni
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Ancora un anno di “supporto” da parte degli impianti abruzzesi: 80mila tonnellate di indifferenziata lasceranno la Capitale per garantire la regolarità del servizio.

La gestione dei rifiuti a Roma continuerà a poggiare, anche per tutto il 2026, sulla solidarietà istituzionale della Regione Abruzzo. La Giunta regionale del Lazio ha infatti approvato una delibera, proposta dall’assessore al Ciclo dei Rifiuti Fabrizio Ghera, che rinnova l’accordo per il conferimento di 80mila tonnellate di rifiuti indifferenziati presso gli impianti della regione vicina. ​L’intesa non è una novità, ma la conferma di una fragilità strutturale: il protocollo si ripete infatti annualmente dal 2014. La proroga si è resa necessaria dopo l’esplicita richiesta di Roma Capitale, che ha ammesso la persistente impossibilità di raggiungere l’autosufficienza nel trattamento dei flussi di scarto. Senza lo sbocco abruzzese, il rischio sarebbe quello di una paralisi della raccolta stradale, non essendo gli impianti romani ancora in grado di assorbire l’intera produzione cittadina. ​A pesare sul sistema è stata anche l’eredità del Giubileo, appena conclusosi, che ha messo a dura prova la logistica dei rifiuti a causa dell’enorme afflusso di pellegrini e turisti nell’ultimo anno. ​L’assessore regionale Fabrizio Ghera ha sottolineato come l’intervento della Regione Lazio sia stato fondamentale per evitare criticità nella Capitale: ​«Roma Capitale, come noto, non è in grado di gestire in autonomia i flussi di indifferenziata e in questo senso anche l’anno giubilare appena concluso ha inciso, richiedendo un grande sforzo per tutta la macchina organizzativa. Per questi motivi abbiamo deciso di accogliere la richiesta del comune di Roma e chiedere il rinnovo dell’accordo che dura ormai da dieci anni». ​Ghera ha poi rivolto un ringraziamento formale ai partner istituzionali: «Ringrazio per questo la disponibilità della Regione Abruzzo, nella figura del presidente Marco Marsilio». ​ ​Nonostante i piani per la realizzazione di nuovi impianti (tra cui il termovalorizzatore), al momento Roma resta dunque legata a soluzioni integrative esterne. L’accordo per il 2026 garantisce una boccata d’ossigeno per AMA e per l’amministrazione capitolina, ma riaccende il dibattito sulla necessità di accelerare l’infrastrutturazione del ciclo dei rifiuti interno per chiudere definitivamente una stagione di “esportazione” dei rifiuti che dura da oltre un decennio.
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