Addio a Valentino, l’Ultimo Imperatore che vestì il sogno

Irene Mizzoni
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Si spegne a Roma il maestro della bellezza assoluta. Con lui scompare un’epoca di eleganza aristocratica, rigore sartoriale e quel “Rosso” che ha ridefinito il concetto di femminilità nel mondo.

Il mondo della moda perde la sua firma più nobile. Si è spento oggi Valentino Garavani, per tutti semplicemente Valentino, l’uomo che ha trasformato il Made in Italy in un sinonimo globale di lusso, grazia e perfezione. Aveva saputo fare della moda non solo un mestiere, ma una forma d’arte celebrata dai musei e desiderata dalle icone di ogni tempo. ​Nato a Voghera, ma romano d’adozione, Valentino ha costruito un impero partendo da un’intuizione cromatica rimasta leggendaria: il Rosso Valentino. Una sfumatura unica, vibrante, nata da un ricordo d’infanzia all’Opera di Barcellona, capace di accendere ogni passerella e di rendere indimenticabile chiunque lo indossasse. ​La sua ascesa è stata inarrestabile. Dalla storica sfilata di Palazzo Pitti nel 1962, Valentino è diventato il sarto prediletto delle donne più influenti del pianeta: ​Jackie Kennedy, che scelse un suo abito per sposare Onassis. ​Elizabeth Taylor, amica e musa di una vita. ​Le dive di Hollywood, da Audrey Hepburn a Julia Roberts, che hanno solcato i red carpet più prestigiosi protette dalla sua eleganza senza tempo. ​Schivo, ma dotato di un carisma magnetico, Valentino ha gestito la sua Maison per quasi mezzo secolo insieme allo storico socio Giancarlo Giammetti. Il suo addio alle passerelle nel 2008 era stato un evento globale, ma la sua influenza non è mai svanita. ​”La bellezza è il mio unico dovere”, amava ripetere. E oggi, con la sua scomparsa, il mondo si scopre un po’ meno bello, ma infinitamente grato per aver conosciuto la sua luce.
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