Omicidio stradale. Questo il reato per il quale un 27enne originario di Alatri ma residente a Fiuggi è finito sotto processo. I fatti risalgono al luglio del 2018 quando il giovane che stava tornando da una discoteca e che si trovava a bordo di una Wolkswagen con un amico, mentre si trovava in territorio di Sezze aveva impattato contro qualcosa che aveva mandato in frantumi il parabrezza. Complice il buio pesto non era riuscito a capire di cosa si trattasse.
L’automobilista aveva pensato però di aver investito qualche animale e dunque non si era fermato. Ma siccome l’amico era rimasto ferito con i vetri, si era recato presso il pronto soccorso di Frosinone per farlo medicare. Soltanto la mattina successiva aveva appreso dai giornali che proprio nel punto in cui aveva pensato di aver impattato con una bestia era stato trovato morto un giovane agricoltore proveniente dalla Guinea. Da informazioni raccolte si è saputo in seguito che quello era stato proprio il primo giorno di lavoro dello straniero. A quel punto il giovane si era subito presentato in caserma per raccontare quanto aveva vissuto la sera precedente. A causa di quel drammatico episodio il ventisettenne è finito sotto processo per omicidio stradale ed omissione di soccorso. L’avvocato difensore Antonio Perlini ha chiesto per il suo assitito il giudizio abbreviato condizionato ad una perizia sulla scatola nera. A questo da aggiungere che il giovane si trovava alla guida ad una andatura sotto del limite della velocità consentita e risultato negativo anche agli esami tossicologici. Elementi che hanno portato il giudice del tribunale di Latina dottoressa Barbara Cortegiano ad assolverlo dal reato di omissione di soccorso. L’imputato è stato condannato per omicidio stradale a soli 5 mesi e dieci giorni. Ciò perché ha ravvisato delle responsabilità anche nei confronti della vittima. La pena è stata riconvertita in lavori di pubblica utilità. Una sentenza che ha soddisfatto enormemente l’avvocato difensore che si è battuto per ben otto anni per dimostrare che il suo assistito non aveva colpa di quanto accaduto. Il giorno in cui aveva travolto ed ucciso l’agricoltore straniero, pensava veramente di aver investito un animale. In quella zona poi era facile imbattersi con i cinghiali. A suo favore è contato molto il fatto di essersi recato in ospedale per far medicare l’amico. Una persona che travolge ed uccide qualcuno cerca di scappare e non di andare in ospedale per farsi refertare. Elementi questi che hanno fatto la differenza nel pronunciare la sentenza di condanna. Mar,Ming.
