Veroli – I carabinieri scoprono operaio spacciatore, chiesto il rinvio a giudizio

Marina Mingarelli
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Ufficialmente operaio, ufficiosamente spacciatore. Trentaquattrenne di Veroli dovrà comparire davanti al giudice per le udienze preliminari per rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio.

Nei giorni scorsi il pubblico ministero ha chiesto il suo rinvio a giudizio. L’uomo, va detto lavora in fabbrica come operaio e non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Ma lo strano via vai di gente segnalato dai vicini nella sua abitazione ha portato i carabinieri ad avviare le opportune indagini. I fatti risalgono al febbraio dello scorso anno quando i carabinieri della compagnia di Sora, sospettando di trovarsi davanti ad un pusher hanno proceduto alla perquisizione personale. E proprio nel suo giubbotto hanno rinvenuto 202 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish suddivisa in due panetti. A quel punto i militari hanno deciso di effettuare anche la perquisizione domiciliare. I sospetti che facesse parte di un giro di spaccio, sono diventati certezze quando nell’armadio della sua camera da letto è stato trovato un involucro di colore bianco contenente sostanza erbacea risultata essere sostanza stupefacente del tipo marijuana pari a 1,70 grammi, e una bustina di cellophane trasparente contenente 1,2 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. Inoltre, sempre nel corso della perquisizione domiciliare è stato trovato un coltello ed una lama sulle cui parti taglienti sono state rinvenute tracce di sostanza resinosa di colore marrone e una busta di cellophane di colore bianco con diversi fori a forma circolare, strumenti idonei alla suddivisione in singole dosi della predetta sostanza. A quel punto nei confronti dell’uomo è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio. Denuncia che ha portato la procura ad avviare le opportune indagini. L’operaio è rappresentato dagli avvocati Rosario e Mario Grieco. Mar.Ming.
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