Si chiude il cerchio attorno agli autori della strategia della tensione che negli ultimi mesi ha scosso il capoluogo pontino. Nelle prime ore di oggi, giovedì 8 gennaio 2026, un’operazione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri ha portato all’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare in carcere.
I destinatari dei provvedimenti sono soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di una serie di attentati dinamitardi e incendiari che hanno preso di mira edifici residenziali e veicoli in diverse zone della città. Un’escalation di violenza che aveva generato un clima di forte allarme sociale e messo a serio rischio la pubblica incolumità. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, è il frutto di un lavoro sinergico tra la Squadra Mobile e il Comando Provinciale dei Carabinieri. Attraverso l’analisi di filmati, intercettazioni e rilievi tecnici, gli inquirenti sono riusciti a collegare episodi apparentemente isolati, riconducendoli a una regia comune e definendo con precisione i ruoli dei singoli indagati all’interno di quello che viene descritto come un “contesto criminoso unitario”. Dalla fine dello scorso anno, Latina è stata teatro di diverse esplosioni e roghi dolosi. Nel mirino non solo automobili parcheggiate, ma anche portoni di palazzi e attività commerciali, con l’obiettivo – secondo quanto trapela – di intimidire o regolare conti all’interno del sottobosco criminale locale. ”Le misure odierne rappresentano una risposta ferma dello Stato a un’offensiva che ha cercato di minare la sicurezza dei cittadini,” riferiscono fonti vicine agli uffici di via Ezio. Seguiteci per gli aggiornamenti.
