Con la discrezione che l’ha sempre contraddistinta, nella mattinata di ieri (sabato 3 gennaio, ndr), è volata in cielo la signora Olga Vettraino, vedova dello stimato e noto geometra Giuseppe Cupini.

La maestra Olga, così conosciuta dai più, lascia dietro di sé un vuoto incolmabile e, al contempo, un esempio indelebile di una vita che parla di amore, di abnegazione, di lavoro, di responsabilità. La sua esistenza è stata testimonianza limpida di una persona degna, corretta, onesta, contraddistinta da una signorilità di modi intrisa di grande umiltà e profonda attenzione per gli altri. Valori vissuti con naturalezza, senza clamore, ma anche con la forza silenziosa di chi crede profondamente nel bene.
Olga ha incarnato l’abnegazione più autentica nel suo ruolo di maestra. Non è stata soltanto un’insegnante: è stata guida, presenza attenta, punto di riferimento. Ha donato tempo, pazienza e cuore a generazioni di bambini, seminando conoscenza e fiducia, educando con l’esempio prima ancora che con le parole. Nei suoi gesti quotidiani c’era il rispetto per ogni alunno, la cura per ciascuna fragilità, la gioia sincera per ogni traguardo raggiunto.
Immenso è stato, poi, il suo amore incondizionato per la famiglia. Accanto al compagno di una vita, l’adorato marito Giuseppe, ha costruito un cammino fatto di condivisione, sostegno e dedizione reciproca. Ai figli Valeria e Carlo ha trasmesso valori solidi, offrendo presenza costante, ascolto e un affetto che non conosceva riserve. Lo stesso amore ha abbracciato le loro famiglie ed in particolar modo i nipoti, Claudia, Francesco, Elisa, Paolo e Sofia, e la pronipote Vittoria, tutti vera luce dei suoi occhi e del suo cuore.
Impossibile non ricordarla per la sua grandezza d’animo: un’eleganza interiore fatta di rispetto, misura, gentilezza. Olga insegnava senza imporre, correggeva senza ferire, sosteneva senza mai chiedere nulla in cambio. I suoi insegnamenti non restano confinati ai ricordi, ma continuano a vivere negli esempi che ha lasciato, nella coerenza tra parole e azioni, nella fedeltà ai valori, nella luce discreta del suo essere speciale.
In questo momento di saluto, il dolore è grande e sembra non essere accettabile, ma lo stesso deve accompagnarsi alla fede che consola. Crediamo che la vita non finisca ma si trasformi, che l’amore donato non vada perduto, ma trovi compimento nella vita eterna. A chi oggi soffre va l’abbraccio più sincero: possano la speranza e la certezza di un incontro che continua oltre il tempo e oltre lo spazio infondere pace ai cuori e calore nei ricordi. La maestra Olga resta con noi tutti nel bene che ha fatto, nell’amore che ha seminato e nell’esempio che ha dato.
L’editore e la redazione di Tg24.info si uniscono al dolore dei familiari ed abbracciano con affetto i figli Valeria e Carlo, la nuora Ivana ed i nipoti tutti.