Insegnante di arti marziali rinviato a giudizio perché, impugnando un manganello di legno con l’effige di Benito Mussolini, avrebbe minacciato di morte un automobilista.
I fatti risalgono a qualche tempo fa, quando l’uomo di 34 anni residente a Veroli stava percorrendo una strada della capitale. Ad un certo punto però forse per una mancata precedenza si era andato a scontrare con una vettura. Come spesso avviene in questi casi, entrambi gli automobilisti avevano iniziato a discutere perché ognuno era convinto del torto dell’altro. Sta di fatto, però, che al culmine della discussione il 34enne aveva estratto dalla sua macchina un bastone di legno lungo 50 centimetri raffigurante il volto di Benito Mussolini. Un gadget che in quel caso aveva utilizzato come arma. Rivolgendosi all’automobilista, gli aveva detto che avrebbe dovuto ringraziare soltanto il fatto che si trovasse con moglie e figlia altrimenti lui, esperto di arti marziali, lo avrebbe ammazzato. A quel punto, però, l’uomo era stato denunciato per il reato di minacce e per detenzione abusiva di arma atta ad offendere. A conclusione delle indagini, il verolano è stato rinviato a giudizio. La prima udienza dove verrà processato con l’accusa di minacce, si terrà il prossimo 20 febbraio presso la cittadella giudiziaria di piazzale Clodio a Roma. Per quanto riguarda la detenzione abusiva di armi atte ad offendere si procederà in separata sede. L’imputato sarà difeso dall’avvocato Antonio Ceccani. Mar. Ming.
