Estorsione ai danni di un imprenditore, chiesto il rinvio a giudizio per due operai che lavoravano nella sua ditta edile: secondo gli elementi raccolti dalla procura, per lungo tempo, due operai di un cantiere edile avrebbero preteso anticipi sulla retribuzione pattuita al loro datore di lavoro.
Non c’era giorno in cui per un motivo o per un altro non andavano a battere cassa all’imprenditore, un 40enne, residente nella città di Veroli. Il problema è che i due avrebbero preteso il denaro anche dopo il licenziamento. E, proprio a seguito di tali fatti, il datore di lavoro sarebbe stato anche minacciato di morte. Ovviamente l’uomo si era rifiutato di elargire dei soldi a coloro che non facevano più parte dell’organico. Dunque, una volta consegnate le loro spettanze, aveva fatto capire a chiare note che non avrebbero mai più dovuto azzardarsi a chiedere ancora altri soldi. Ma così non era stato. I due avevano continuato a minacciarlo ed a fargli pressione per farsi consegnare altro denaro. Da qui la denuncia per estorsione. La vicenda risale al gennaio del 2025, quando i due stavano lavorando in un cantiere edile a L’Aquila. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori della procura i due operai, dopo aver appreso di essere stati licenziati, erano andati su tutte le furie. E siccome avevano addossato al datore di lavoro la colpa di quel licenziamento, avevano iniziato a perseguitarlo ed a minacciarlo, dicendogli che lo avrebbero accoltellato e che avrebbero appiccato il fuoco alla sua vettura ed anche alla sua abitazione. Una volta, va detto, l’imprenditore verolano era stato costretto, per evitare ritorsioni, ad effettuare una ricarica di 200 euro sulla carta Postepay di uno dei due operai. Ma c’è di più: per convincere l’imprenditore a sborsare i soldi, i due avrebbero danneggiato anche alcuni lavori già eseguiti dalla ditta, nonché le attrezzature utilizzate nel cantiere edile. Le intimidazioni, secondo quanto dichiarato dall’imprenditore, erano state estese anche ai dipendenti dell’impresa. A quel punto, l’uomo si era visto costretto a presentare denuncia. Nei giorni scorsi, il pubblico ministero titolare delle indagini ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di estorsione. L’imprenditore verolano è rappresentato dall’avvocato Sonia Sirizzotti. Mar. Ming.
