​Dalla Ciociaria ai David di Donatello: “Mater” di Matteo Panecaldo Conterosso in corsa per il prestigioso premio

Irene Mizzoni
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​Il cortometraggio, ambientato negli anni ’20, esplora il confine tra amore materno e folklore horror. Il regista ceccanese punta al massimo riconoscimento cinematografico italiano.

Il cinema del territorio varca i confini locali per approdare sul palcoscenico più prestigioso della cinematografia italiana. “Mater”, l’ultimo cortometraggio drammatico/horror scritto e diretto dal regista Matteo Panecaldo Conterosso, è ufficialmente in concorso ai David di Donatello 2026 nella categoria “Miglior Cortometraggio”. ​Ambientato nella Ciociaria degli anni ’20, Mater è un racconto potente che intreccia radici territoriali, memoria storica e una dimensione simbolica dai tratti inquietanti. La sinossi ci riporta in un’epoca rurale e aspra: una giovane madre si rifiuta di accettare la condanna medica del figlio malato. Spinta dal padre e dalla disperazione, intraprende un viaggio fisico e spirituale verso la vetta di una montagna, alla ricerca di una misteriosa guaritrice. È un percorso estremo dove l’amore materno sfida l’inevitabile, scoprendo però che ogni miracolo richiede un prezzo da pagare. ​Matteo Panecaldo Conterosso, nato a Ceccano nel 1993, conferma con questo lavoro la sua maturità artistica. Il suo percorso accademico è solido: una laurea in Graphic Design a Frosinone, un Master in Regia alla Libera Università del Cinema e, nel 2025, la Laurea Magistrale in Cinematografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. ​Il suo curriculum vanta collaborazioni di rilievo nazionale: ​Aiuto regia per videoclip di icone come Loredana Bertè (Tequila e San Miguel) e Luisa Corna. ​Esperienze documentaristiche in opere candidate ai David, come Fellinopolis (2020) di Silvia Giulietti. ​Premi internazionali per sceneggiatura, fotografia e trucco con lavori precedenti come Lividity e Six Petals To The End. ​Mater è prodotto da Mothflame APS, realtà con cui il regista ha firmato anche i recenti Tommaso – Il prigioniero dell’innocenza e Charon. Con questa nuova opera, Panecaldo Conterosso non solo celebra la bellezza cruda del paesaggio ciociaro, ma trasforma il folklore locale in un linguaggio cinematografico universale, capace di catturare l’attenzione dell’Accademia del Cinema Italiano. ​La partecipazione ai David di Donatello 2026 rappresenta un traguardo fondamentale per il cinema indipendente del Lazio meridionale e un riconoscimento alla dedizione di un autore che ha saputo fondere la formazione tecnica con una visione poetica e originale.
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