Una lite banale per motivi di viabilità è degenerata in tragedia lo scorso 11 agosto a Gaeta, nel piazzale ex Avir, culminando nella morte di un anziano automobilista tre giorni dopo.
La Polizia di Stato di Gaeta ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con l’utilizzo di un braccialetto elettronico nei confronti di un uomo di 46 anni, residente nel napoletano. L’uomo è gravemente indiziato del reato di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.
I fatti risalgono all’11 agosto, quando una discussione, innescata da futili motivi legati alla circolazione stradale, ha rapidamente sfociato in una violenta aggressione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe raggiunto l’automobilista anziano e lo avrebbe spinto con forza, provocandone la caduta a terra. La caduta ha causato alla vittima un grave trauma cranico che si è rivelato fatale: l’anziano è deceduto il 14 agosto 2025 presso l’ospedale di Formia.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e condotte dal Commissariato di Gaeta, sono state avviate nell’immediatezza dei fatti. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente sul posto, raccogliendo le prime dichiarazioni di numerosi testimoni presenti, le quali sono risultate fondamentali per la ricostruzione della dinamica. Le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino hanno documentato in modo chiaro l’intera sequenza dell’aggressione, confermando integralmente le descrizioni fornite dai testimoni. La consulenza medico-legale disposta dalla Procura ha accertato il nesso causale diretto tra la spinta subita e il successivo decesso della vittima.
Alla luce dei gravi indizi raccolti e considerata la particolare violenza e la futilità della condotta, elementi che depongono per il pericolo di reiterazione di reati, la Procura di Cassino ha richiesto la misura cautelare.
Il G.i.p. del Tribunale di Cassino ha accolto la richiesta, disponendo gli arresti domiciliari con l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico. Quest’ultima misura è stata ritenuta necessaria per monitorare costantemente il rispetto delle prescrizioni imposte. Prima dell’adozione della misura, l’indagato è stato sottoposto a interrogatorio preventivo.
Gli inquirenti hanno voluto sottolineare la professionalità della Polizia di Stato e l’efficace coordinamento della Procura, che hanno permesso di acquisire un quadro probatorio rilevante in tempi brevi. È stato, inoltre, evidenziato il senso civico delle persone informate sui fatti, le cui dichiarazioni sono state cruciali per gli investigatori.
