(di Dario Facci) Il copioso dibattito avviato tra il mancato ingresso delle province laziali nella Zona Economica Speciale (ZES) e l’ingresso, intanto, nella Zona Logistica Semplificata (ZLS) appare sospeso, magari per quel tempo che tutto sospende, cioè il Natale, il prima di Natale e anche un po’ il dopo.
Sperando che si tratti solo di questo vale la pena approfondire la questioni, considerato che non in pochi, nel corso del dibattito di cui sopra, hanno dimostrato di fare parecchia confusione, se non tra le sigle certamente tra le sostanze, ovvero su cosa effettivamente comporta l’ingresso in una di queste zone. Se per la ZES la letteratura è stata più copiosa, cosa diversa è invece la situazione per la ZLS al punto che si è tentato addirittura di confonderla con un rimedio al mancato ingresso nella ZES. Precisiamo che non lo è. Quel che è certamente positivo e da salutare con soddisfazione il fatto che, con l’arrivo del decreto firmato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, il Lazio entra ufficialmente in una nuova fase di sviluppo economico. La nascita della Zona logistica semplificata, infatti, comporterà in determinate aree della Regione (quelle nel territorio di 54 Comuni, tra i quali i cinque capoluoghi di Provincia, Fiumicino, Civitavecchia e Gaeta, cioè i porti) puntando a generare investimenti mediante la semplificazione della burocrazia, vantaggi fiscali per la aziende sotto forma di credito d’imposta, coordinamento tra porti, aeroporti, snodi commerciali. In sintesi un volano di sviluppo basato soprattutto sullo sviluppo della logistica. Ma in che modo, per esempio, saranno facilitate e velocizzate le procedure per le aziende? L’attuazione della Zls vede già in campo una struttura dedicata all’interno della Direzione regionale alla Programmazione Economica. L’assessore l Bilancio regionale, Giancarlo Righini, ha evidenziato come questa area garantirà un presidio costante sulle procedure, sulle semplificazioni e sulle nuove occasioni per imprese e comuni coinvolti. La collaborazione con enti locali, amministrazioni statali e Autorità di Sistema Portuale sarà infatti determinante per rendere operativo il nuovo modello logistico. La vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo sviluppo economico, industria e internazionalizzazione, Roberta Angelilli, ha elencato tra i vantaggi, come si diceva, le procedure autorizzative accelerate, sportelli unici dedicati e misure amministrative e fiscali che riducono tempi e costi per le imprese. Settori come logistica, portualità e manifattura potranno così godere di un ambiente più favorevole, frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni, mondo imprenditoriale e sistema portuale. Ma quali sono i comuni del Lazio che sono rientrati nella Zes? Eccoli: Quelli della provincia di Frosinone sono 19: Frosinone, Cassino, Sora, Anagni, Castelforte, Ceccano, Ceprano, Patrica, Piedimonte San Germano, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Apollinare, San Giorgio a Liri, San Vittore del Lazio, Villa Santa Lucia, Ferentino, Sora, Isola Liri, Roccasecca e Pignataro Interamna. Quelli della provincia di Roma sono 14: Roma, Civitavecchia, Fiumicino, Albano Laziale, Ardea, Campagnano di Roma, Colleferro, Fiano Romano, Formello, Guidonia Montecelio, Monterotondo, Pomezia, Tivoli e Velletri. Quelli della Provincia di Latina sono 10: Latina, Gaeta, Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Formia, Itri, Minturno, Pontinia, Santi Cosma e Damiano. Quelli della Provincia di Rieti sono 7: Rieti, Accumuli, Amatrice, Borgo Rose, Cittaducale, Fara in Sabina e Leonessa. Quelli in provincia di Viterbo sono 4: Viterbo, Civita Castellana, Orte e Tarquinia. Ovviamente per rilanciare le province del Lazio, strozzate dalla ZES ai confini non basta la ZLS e, diciamo che non basta neanche il decreto di nascita: il provvedimento va ora fornito di sostanza ed è in questa fase che si vedrà l’efficienza dell’apparato politico/amministrativo della Regione. Non si ferma e non si deve fermare ovviamente anche la ricerca dei provvedimenti per entrare nella ZES, favoriti dall’approvazione dell’Ordine del Giorno presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati che ha visto come primo firmatario l’On. Ottaviani e che ha stabilito che le province del Lazio possono entrare nella ZES.
