Si chiude in parte, ma si riapre in un punto cruciale, il capitolo giudiziario per la morte di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro nel settembre 2020. La Corte di Cassazione ha depositato la sua decisione, rendendo definitive alcune delle condanne e disponendo un nuovo rinvio per uno dei principali imputati.
La sentenza segna un punto fermo sulla posizione di Marco Bianchi. La Suprema Corte ha confermato l’ergastolo che gli era stato inflitto dalla Corte d’Assise d’Appello di Roma (Appello bis). Per Marco Bianchi, la pena massima per l’omicidio volontario pluriaggravato, già disposta in secondo grado, è ora irrevocabile. Il processo nei suoi confronti si conclude definitivamente con la conferma della condanna a vita. La novità processuale riguarda il fratello, Gabriele Bianchi. La Cassazione ha annullato la sentenza d’Appello bis nei suoi confronti, ma solo sulla questione relativa alla concessione delle attenuanti generiche. Nell’Appello bis, Gabriele Bianchi aveva visto la sua pena ridotta a 28 anni di reclusione, grazie al riconoscimento delle attenuanti che avevano prevalso, in termini di bilanciamento, rispetto alle aggravanti. La Corte ha disposto un terzo processo d’Appello (Appello ter) che si concentrerà esclusivamente sulla valutazione di tali attenuanti. Se la nuova Corte d’Assise d’Appello dovesse negare o ridimensionare le attenuanti, la condanna per Gabriele Bianchi potrebbe tornare ad avvicinarsi alla pena dell’ergastolo.
