Martina Sperduti (FI): “La violenza è un problema strutturale. Servono risposte chiare e stabili, non slogan”

Irene Mizzoni
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La lotta contro la violenza di genere non può più essere trattata come un’emergenza episodica o un fatto privato. È questo il monito lanciato da Martina Sperduti di Forza Italia, che in un recente intervento ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di un cambio di passo strutturale e di un impegno politico che non ammetta intermittenze.

​Sperduti definisce la violenza contro le donne come «una delle più gravi violazioni dei diritti umani nel nostro Paese» e sottolinea che la sua natura non è occasionale, ma strutturale. ​«La sofferenza di tante donne non può più rimanere invisibile. È compito delle istituzioni rendere visibile ciò che viene nascosto, e intervenire con determinazione. Questa è la misura del nostro senso civico e della nostra maturità democratica». ​ Centri Antiviolenza: Presìdi sotto Finanziamento Precario ​Il cuore dell’intervento si è concentrato sulla necessità di garantire stabilità e dignità ai servizi essenziali di protezione. I Centri Antiviolenza e le Case Rifugio sono definiti non semplici servizi, ma «presìdi essenziali dello Stato sociale» che trasformano ascolto e protezione in un concreto percorso di libertà. «Non è accettabile che strutture così cruciali vivano con risorse intermittenti o con personale precario. La protezione delle donne non può dipendere dalla disponibilità residuale dei fondi: deve essere un impegno strutturale dello Stato». ​In sostanza, la Sperduti chiede che il supporto ai Centri Antiviolenza diventi una priorità finanziaria continua e garantita su tutto il territorio nazionale. ​ Dall’Avere la Legge al Farla Funzionare: L’Appello all’Attuazione ​L’intervento ha toccato anche il piano normativo. L’Italia, con la ratifica della Convenzione di Istanbul (Legge 77/2013) e l’adozione di misure successive come il Codice Rosso, ha un quadro di tutela formalmente robusto. Tuttavia, secondo Sperduti, il vero nodo critico è l’attuazione pratica. ​«Non basta avere le leggi, bisogna renderle operative fino in fondo, con risorse adeguate, formazione continua e una reale integrazione tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali e reti territoriali», ha affermato. ​L’appello è chiaro: gli strumenti normativi esistono, ma è necessaria una scelta politica solida per garantire che ogni donna trovi un sistema aperto, accessibile e preparato, evitando vuoti, ritardi o frammentazioni nell’assistenza. Responsabilità Collettiva ​L’esponente di Forza Italia ha concluso con un forte richiamo alla responsabilità collettiva: «La realtà ci chiede coraggio: la violenza si combatte con responsabilità, non con slogan». ​L’impegno nel contrasto alla violenza di genere non può limitarsi a dichiarazioni di principio, ma si misura con la concretezza delle scelte politiche. «Questo è il momento della responsabilità: quello in cui ognuno di noi deve scegliere da che parte stare», ha concluso Sperduti, ponendo l’esigenza di protezione come una misura della maturità democratica del Paese.
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