Ferentino – Il “Ponte della Discordia” e otto mesi di caos. L’ex Assessore Mariani accusa: “Sindaco, i cittadini vogliono efficienza, non scuse”

Irene Mizzoni
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La lunga e snervante attesa per la conclusione dei lavori sul cosiddetto “ponte della discordia” a Ferentino raggiunge il culmine della polemica. L’Ex Assessore all’Urbanistica del Comune, Amedeo Mariani, interviene con un comunicato al vetriolo, puntando il dito contro l’amministrazione del Sindaco Fiorletta.

​Il nodo centrale della protesta è la durata spropositata dell’intervento. Otto mesi di cantiere per un “piccolo tratto viario da ricostruire” sono stati definiti da Mariani come un ritardo “stratosferico”, del tutto incoerente con l’entità dell’opera. ​”Dopo ben otto mesi circa di lunga attesa, di traffico indemoniato, di intralci pesanti alla viabilità, di disguidi, non ultima la battuta d’arresto per tutte le attività commerciali, artigianali e di servizi…” – si legge nel comunicato. ​L’Ex Assessore sottolinea in particolare la mancanza di attenzione dell’amministrazione nei confronti delle attività commerciali e artigianali interessate, che hanno subito gravi perdite senza apparenti misure di supporto. Il comunicato esprime un forte scetticismo verso le recenti dichiarazioni del Sindaco, che avrebbe promesso la fine imminente dell’incubo. Mariani, con un tono sarcastico, commenta: “Speriamo, che almeno questa volta dica la verità.” ​La critica si concentra sulle giustificazioni addotte per i ritardi. Citando un antico proverbio latino tradotto letteralmente – “le scuse non richieste sono da considerare accuse manifeste” – Mariani insinua che le scuse non richieste siano in realtà un’ammissione di evidenti mancanze nella gestione del cantiere. ​Il comunicato si fa portavoce del “senso civico” dei cittadini, che hanno atteso pazientemente, ma che ora non tollerano più le inefficienze. L’Ex Assessore respinge qualsiasi tentativo di pacificazione retorica: ​”I cittadini ed utenti non si aspettano né scuse, né sviolinate, vogliono certezze, efficienza e servizio.” ​La chiosa finale è un richiamo ai valori della buona amministrazione, evocando il “senso economico e morale del buon padre di famiglia”, dove ogni cittadino dovrebbe essere trattato con eguale attenzione: “O sono finiti i tempi in cui si doveva amministrare con il senso economico e morale del buon padre di famiglia? …dove tutti i figli ma proprio tutti erano uguali?”. ​La pressione sull’amministrazione comunale di Ferentino, dunque, aumenta: dopo otto mesi di sacrifici, la città attende la riapertura del ponte e, soprattutto, risposte concrete sulla gestione di questo prolungato e costoso disagio.
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