Frosinone – Il legale Alfredo Scaccia lascia l’Avvocatura

Marina Mingarelli
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Dopo le vicissitudini che lo hanno coinvolto in prima persona (il legale insieme al figlio sono stati accusati per l’ipotesi di reato di corruzione) Alfredo Scaccia, noto penalista del capoluogo ciociaro lascia l’Avvocatura. Lo fa in Italia e all’estero cancellandosi dai relativi ordini ove era iscritto. Tanta è la sofferenza che ha portato alla decisione del legale frusinate di abbandonare la toga.

Nel marzo scorso Alfredo Scaccia ha vissuto uno dei momenti più drammatici della sua vita. Dall’oggi al domani si è ritrovato a dover rispondere ad una delle accuse più infamanti, quella della corruzione. Secondo la procura il legale insieme al figlio avrebbero cercato di corrompere un carabiniere, per avere informazioni estrapolate dal sistema informatico. Secondo gli avvocati difensori degli Scaccia si sarebbe trattato soltanto di un grosso abbaglio. In realtà il militare giocava insieme a loro in un centro scommesse. L’ultima volta il maresciallo aveva vinto 250 euro. Denaro che doveva andare a ritirare. Da qui sarebbe partita l’inchiesta che ha portato padre e figlio a processo. Il 9 gennaio prossimo è prevista la prima udienza. In una nota rimessa alla nostra testata il legale Alfredo Scaccia ha voluto precisare la scelta di abbandonare l’attività forense così scrivendo: “quando la legge ti chiama a rispondere personalmente ad ipotesi di reato, la toga non ha più senso che la si indossi. Lei e solo lei altro non è che la più alta espressione di devozione verso la legge. Ove minato ciò con incriminazioni, anche gravi innanzi a chi amministra la giustizia bisogna fare un passo indietro e io lo faccio per sempre. Lascio a mio figlio Gabriele il compito di proseguire un percorso anche di forte valenza sociale per i più bisognosi. Lascio senza aver perso mai un processo e questo è il più grande ringraziamento che mi sento di tributare a quei Giudici, per me inimitabili che mi hanno sempre dato ragione. A tutti, nessuno escluso il mio più forte e devoto grazie”. Mar.Ming.    
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