“Politiche industriali. Quali strategie per il territorio?”, domani il convegno all’Università

Irene Mizzoni
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Mancanza di investimenti e poche prospettive. Il futuro di centinaia di lavoratori e lavoratrici vacilla in una tundra di instabilità mentre la preoccupazione pervade il tessuto produttivo di un intero territorio segnato dalla crisi di Stellantis da cui dipende, per effetto domino, il destino di molte aziende satellite. In un momento così critico, ad un anno dall’incontro in cui si prometteva un miglioramento, lontano anni luce dal drammatico stato attuale, la Cgil Frosinone Latina e le delegazioni di categoria invitano la cittadinanza tutta ad un confronto con le istituzioni per ripercorrere la storia della crisi che sta strozzando l’indotto della provincia di Frosinone.

Con l’obiettivo di costruire un quadro chiaro ed onesto, mettendo a disposizione gli strumenti di analisi volti ad una giustizia sociale uguale e paritaria, domani, venerdì 24 ottobre alle ore 10.00 presso la sala convegni di Unicas (Cassino – Località Folcara) avrà luogo un dibattito con Marco Dell’Isola (Magnifico Rettore Unicas), presieduto da Giuseppe Massafra (segretario generale Cgil Frosinone Latina) e introdotto da Andrea Di Traglia (segretario generale Fiom Cgil Frosinone Latina) durante il quale interverranno Luca De Zolt (segretario generale Filcams Cgil Frosinone Latina) e David Guidi (Segretario generale Filt Cgil Frosinone Latina). A seguito degli interventi delle delegate e dei delegati la tavola rotonda con Roberta Angelilli (Vicepresidente Regione Lazio), Vittorio Celletti (Presidente Unindustria Cassino), Natale Di Cola (segretario generale Cgil Roma e Lazio), Enrico Pittiglio (Vicepresidente Provincia Frosinone) ed Enzo Salera (Sindaco di Cassino). Le conclusioni saranno curate da Michele De Palma (Segretario generale Fiom nazionale). L’evento sarà propedeutico ad affrontare temi che porteremo all’attenzione pubblica con la manifestazione di venerdì 25 ottobre, a Roma. Il mancato investimento in politiche industriali di questi anni rischia di essere aggravato dalle scelte che la manovra economica, in discussione in questi giorni, sta operando. La logica di una economia di guerra, tutta proiettata alla rincorsa agli armamenti, sarà un ulteriore colpo mortale al sistema industriale di questo Paese, oltre naturalmente al sistema di protezione sociale, il sistema sanitario e di istruzione pubblico.
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