Regione Lazio – Torna il dibattito sul terzo aeroporto. C’è Viterbo ma, in trasparenza, anche Frosinone

Dario Facci
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(di Dario Facci) Torna imperiosamente l’annosissima questione del terzo scalo aeroportuale di Roma e del Lazio. La questione è stata posta in Consiglio Regionale dai consiglieri di opposizione Claudio Marotta, Marta Bonafoni e Adriano Zuccalà.

I tre consiglieri esprimono la loro ferma contrarietà alla realizzazione della quarta pista di Fiumicino che definiscono pretestuosa e inutile. Un progetto di ampliamento, quello di Fiumicino, che prevede un investimento di nove miliardi di euro da parte di AdR. Investimento, secondo l’opposizione, che può essere molto ridotto con la reintroduzione del terzo scalo. Un problema, quello del terzo scalo, nato dal Dpcm del 21 dicembre 2012 che prevedeva, tra le altre cose, lo stralcio del progetto di realizzazione di un nuovo aeroporto a Viterbo a favore, invece, di un ampliamento del Leonardo da Vinci. Una scelta confermata poi nel nuovo Piano nazionale aeroporti 2014, che individuava gli scali di Perugia e Pescara come infrastrutture di supporto al traffico aereo di Fiumicino. Nello stesso tempo i consiglieri di opposizione considerano la limitazione dei voli giornalieri a Ciampino un problema da risolvere, poiché si è già registrato un incremento del traffico al Leonardo da Vinci. Traffico che aumenterebbe ulteriormente con la realizzazione della quarta pista. Nell’interrogazione al presidente Rocca viene chiesto, in sintesi, cosa sta facendo il Consiglio della Pisana per individuare un nuovo scalo da affiancare all’aeroporto di Fiumicino e che possa servire da “alternativa” in caso di “ridotta capacità operativa determinata da cause di forza maggiore o condizioni meteo avverse. In questo contesto potrebbe tornare d’attualità la possibilità, oltre quella di Viterbo (complicata da un grande traffico), del progetto Frosinone. Il Moscardini, com’è noto, è in via di smantellamento per il trasferimento proprio a Viterbo nel centro interforze delle sue attività. Si tratta, insomma, di un’area aeroportuale che, al netto di tutte le questioni aspramente dibattute negli anni, di fatto disponibile.
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