Castro dei Volsci – Condannato per omicidio volontario a seguito di atti di nonnismo, 48enne ex militare è stato arrestato dai Carabinieri

chiaro13
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È stato tratto in arresto dai carabinieri di Castro dei Volsci, su ordine del Tribunale di Pisa. Deve scontare la condanna definitiva a 9 anni e 9 mesi per omicidio volontario in concorso, avvenuto nella città toscana nel 1999.

A finire in manette, un 48enne residente con la famiglia a Castro dei Volsci. La Corte di Cassazione ha stabilito nei giorni scorsi la sua responsabilità, assieme a quella di un altro collega condannato a 22 anni, nella morte di un militare per un atto di nonnismo avvenuto il 13 agosto di ventisei anni fa. Giovedì sera, i Carabinieri della Stazione di Castro Dei Volsci hanno dato esecuzione all’ordine della magistratura pisana e il 48enne è stato arrestato e tradotto presso il carcere di Frosinone. In un primo primo momento, però, si era temuto per la vita dell’uomo che si era volontariamente allontanato, in mattinata, dalla sua abitazione, facendo perdere le tracce, tanto che la moglie ne ha denunciato la scomparsa agli stessi militari, temendo da parte del coniuge un gesto sconsiderato, ipotetica conseguenza che sarebbe potuta derivare dalla rilevante pena da scontare . I carabinieri si sono messi subito alla sua ricerca e poco dopo, il 48enne è stato individuato nel centro di Castro dei Volsci e convinto a presentarsi presso la locale Stazione dove, dopo le formalità di rito, è stato arrestato. Il tragico fatto di cronaca dietro questa condanna risale come detto all’agosto 1999, quando, il giorno 16, un giovane militare paracadutista fu trovato cadavere ai piedi della torre di asciugatura dei paracadute, in una zona isolata della caserma “Gamerra” di Pisa. Secondo la ricostruzione fatta dalla procura, il soldato fu vittima di un grave atto di nonnismo: era stato costretto ad arrampicarsi sulla torre 3 giorni prima, la sera del 13 agosto 1999, e da lì era precipitato per alcuni metri procurandosi gravi lesioni alla testa, anche in seguito alle percosse subite. Secondo i magistrati i suoi aguzzini, durante la salita sulla scaletta d’acciaio, lo avrebbero colpito ripetutamente alle mani anche con gli scarponi facendogli perdere la presa. La vittima fu poi lasciata agonizzante a terra e il suo corpo ormai privo di vita fu scoperto solo nella giornata del 16 agosto.
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