Sora – Da un video virale a una querela: la battaglia di Aldo per difendere l’amore per il suo inseparabile pappagallino “Pippi Pippi”

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Da un video virale a una querela: la battaglia di Aldo Orabona, 58 anni, di Sora, per difendere il suo onore e il suo inseparabile pappagallino “Pippi Pippi”.

Tutto è iniziato l’11 luglio a Roma, nei pressi della metro Spagna, quando l’uomo è stato ripreso in diretta social da un attivista, che lo ha accusato di maltrattamento e accattonaggio. In poche ore il video è diventato virale, con migliaia di visualizzazioni e commenti offensivi. Ma le verifiche della Polizia Locale di Roma Capitale hanno escluso qualsiasi forma di maltrattamento: il pappagallo era in perfette condizioni e regolarmente detenuto. Nonostante ciò, l’attivista avrebbe continuato a pubblicare accuse e video, arrivando a sporgere una denuncia formale contro Orabona, poi rilanciata sui suoi canali social. Ora, la situazione si è ribaltata: Orabona, assistito dall’avvocato Antonio Lecce, ha presentato a sua volta una denuncia-querela contro l’attivista per diffamazione aggravata, calunnia e violazione della privacy. Anche la Polizia Locale ha avviato un’azione legale contro l’attivista per la diffusione non autorizzata di immagini e dichiarazioni offensive. “Pippi Pippi – spiega Orabona – vive con me da tre anni, è libero in casa e partecipa ad attività di volontariato. È un compagno di vita, non uno strumento”. Intanto a Sora è partita una mobilitazione popolare: centinaia di cittadini hanno firmato una petizione a suo sostegno, difendendo la serietà e la sensibilità dell’uomo. La Procura di Roma valuterà ora i reati contestati, ma la vicenda riaccende il dibattito sull’uso dei social come arma di gogna. “Voglio solo che venga ristabilita la verità – dice Aldo – per me e per Pippi Pippi, che non ha colpe ma solo amore da dare”.
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