Regione Lazio – Putiferio di critiche e proteste contro il bando per contenere gli animali inselvatichiti

Dario Facci
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(di Dario Facci) Nel giugno scorso la Regione Lazio ha emesso un avviso destinato ai comuni ai quali destina risorse per il contenimento del fenomeno degli animali inselvatichiti. Nello specifico (come da avviso pubblico), bovini, equini e caprini. La Regione Lazio, in sintesi, ha dato soldi (600.000) euro alle amministrazioni pubbliche che ne hanno fatto richiesta, per catturare a abbattere mucche, cavalli e capre che non sono più governate da un allevatore e sono tornati allo stato selvatico. Perché questo? Perché, dice il bando, questi animali sono pericolosi per l’incolumità delle persone, per la salute e danneggiano l’agricoltura.

La notizia, sebbene fosse vecchia di quasi quattro mesi, è esplosa nelle ultime ore, si è allargata a macchia d’olio e le proteste delle associazioni ambientaliste e animaliste, ma anche di alcune sigle politiche, stanno montando sempre più. Il motivo dell’indignazione per il finanziamento dell’uccisione di animali in libertà è facilmente immaginabile, come pure lo è il fatto che tra coloro che possono agire per l’abbattimento degli animali ci sono i cacciatori, cioè dei privati cittadini e non solo dei corpi specializzati. Inoltre in molti sollevano perplessità sulle modalità e sul controllo delle operazioni. In sintesi: chi determina che quel determinato cavallo è inselvatichito e non è, invece, un cavallo selvatico? Sulle montagne ciociare, per esempio, ce ne sono molti. Il cavallino dei Lepini è presente in libertà ed è facilmente visibile. Che differenza c’è tra un cavallo inselvatichito e uno selvatico? Soprattutto, chi garantisce che un cacciatore, un operatore o chiunque sia autorizzato, non uccida animali innocui e che stanno per i fatti loro senza dare fastidio a nessuno solo perché quell’uccisione è finanziata? Chi garantisce che la mucca sparata sulla montagna sia una bestia inselvatichita e pericolosissima anziché una di quelle che pascolano in libertà in zone amene della Ciociaria che ben conosciamo? Che differenza c’è tra una mucca che pascola inselvatichita e una che pascola nello stesso pascolo ma ha un padrone? E se la capra è fuori dal recinto e mangia (con fare evidentemente inselvatichito) le nostre rape possiamo ucciderla perché siamo cacciatori? E se un maiale è inselvatichito perché non posso ucciderlo? Insomma, ironia a parte, l’avviso pubblico della Regione Lazio ha suscitato un vespaio e si tratta, sia chiaro, di un vespaio bipartizan perché l’amore per gli animali ormai è diffusissimo. Inoltre si presta, evidentemente, a troppi problemi sotto il profilo del controllo.
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