Un nuovo episodio di violenza tra giovani ad Anagni ha riacceso l’allarme sul disagio giovanile nella città. Il fatto, avvenuto in pieno giorno in una zona centrale frequentata da studenti, ha coinvolto ragazzi molto giovani, protagonisti di un confronto degenerato in atti inaccettabili, poi condivisi sui social come se fossero un normale “spettacolo”.
Non si tratta di un caso isolato. Episodi simili si sono già verificati in passato, e dopo uno di particolare gravità l’Amministrazione comunale aveva istituito un tavolo di confronto con le associazioni del territorio per affrontare concretamente il disagio giovanile. Tuttavia, l’iniziativa non ha avuto seguito ed è rimasta sospesa, senza ulteriori convocazioni. “Attribuire ogni responsabilità alle famiglie è ormai insufficiente – afferma Possibile – Anagni. Questo approccio è riduttivo e non coglie la complessità del fenomeno. La responsabilità è di tutti: delle istituzioni, della scuola, del tessuto sociale, delle realtà educative e culturali presenti sul territorio”. Secondo Possibile, serve una strategia seria e duratura, non semplici dichiarazioni dopo l’ennesimo fatto grave. È necessario riaprire il tavolo di confronto, coinvolgendo realmente chi lavora con i giovani ogni giorno, con competenza e continuità. Anagni ha bisogno di una comunità che sappia prendersi cura dei propri ragazzi prima che sia troppo tardi, promuovendo un impegno collettivo e costante, capace di prevenire e gestire i segnali di disagio giovanile. Anna Ammanniti
