Frosinone – Con la Maserati a 200 km orari: per non pagare la multa dà la colpa al suocero 90enne

Marina Mingarelli
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Viaggiava con la sua Maserati a circa 200 chilometri orari. Una velocità che era stata però “immortalata” dall’autovelox ubicato lungo la superstrada in territorio di Veroli. Così l’automobilista, un imprenditore residente del capoluogo ciociaro, per eludere la maximulta e la decurtazione di dieci punti alla patente aveva escogitato uno stratagemma: recarsi presso gli uffici dei vigili urbani con una autocertificazione del suocero 90enne che si assumeva tutte le responsabilità sostenendo di trovarsi alla guida nel momento in cui il dispositivo aveva rilevato una velocità non consentita su quel tratto di strada.

In questo modo l’imprenditore pensava di farla franca. Addirittura per avvalorare quanto dichiarato davanti ai pubblici ufficiali si era fatto accompagnare da un amico il quale aveva testimoniato sottoscrivendolo, che il giorno in cui l’autovelox aveva rilevato che la Maserati viaggiava a 200 km orari si trovava anche lui nella vettura al lato passeggero. Una volta però che i vigili urbani hanno notato che la data di nascita dell’automobilista risaliva al 1933 e che dunque aveva ben novanta anni (i fatti risalgono al 2023) hanno cominciato a dubitare sulla veridicità di quell’autocertificazione. L’imbroglio è venuto fuori quando l’anziano è stato convocato presso il comando della polizia locale. L’uomo nonostante la veneranda età si era mostrato molto lucido ed aveva negato fermamente di aver guidato la Maserati del genero lungo la superstrada. Tra l’altro proprio perché i suoi riflessi non erano più quelli di una volta, prendeva la sua utilitaria molto raramente. Figuriamoci, aveva detto ai pubblici ufficiali, se avrebbe mai potuto guidare una macchina di grossa cilindrata. I fotogrammi estrapolati dalle telecamere ubicate lungo la superstrada hanno confermato che alla guida di quella Maserati si trovava proprio l’imprenditore e non il suocero che tra l’altro era proprio ignaro di tutto. Il cinquantenne infatti è stato accusato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e di sostituzione di persona. Un comportamento che a seguito delle indagini avviate dagli investigatori ha portato l’uomo sotto processo. Rinviato a giudizio anche l’amico per aver dichiarato il falso. L’udienza si terrà il prossimo dicembre. L’automobilista indisciplinato verrà rappresentato dall’avvocato Antonio Ceccani. Mar. Ming.
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