La Diocesi di Roma stanzia 200mila euro per i doposcuola parrocchiali

Irene Mizzoni
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Un aiuto concreto per le famiglie e i ragazzi che si trovano in difficoltà: la Diocesi di Roma ha stanziato un fondo di 200.000 euro per sostenere le parrocchie nell’avvio o nel potenziamento delle attività di doposcuola.

L’iniziativa, voluta dal cardinale vicario Baldassare Reina, rientra nel progetto “Doposcuola e comunità in cammino”, con l’obiettivo di combattere la povertà educativa e offrire un punto di riferimento fondamentale per la crescita dei più giovani.

​Un investimento contro la povertà educativa

​Il progetto si concentra in particolare sui bambini e i ragazzi provenienti da famiglie vulnerabili, offrendo un servizio prezioso che va oltre il semplice aiuto nello svolgimento dei compiti. L’obiettivo è creare ambienti accoglienti e inclusivi, dove i ragazzi possano non solo studiare, ma anche partecipare a laboratori e attività ricreative che li aiutino a sviluppare nuove competenze e a socializzare.

​Il doposcuola parrocchiale si rivolge in via prioritaria agli studenti delle ultime classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, con l’intenzione di formare piccoli gruppi di 12-15 bambini seguiti da volontari e insegnanti. Questo approccio garantisce un’attenzione più mirata e un supporto personalizzato, essenziale per chi ha bisogno di recuperare il passo.

​Dettagli del contributo e scadenze

​Le parrocchie interessate hanno avuto la possibilità di richiedere un contributo differenziato in base alle proprie esigenze:

  • 1.500 euro per l’avvio di un nuovo doposcuola.
  • 2.000 euro per chi, oltre al doposcuola, intende attivare anche un laboratorio ludico-ricreativo.
  • 1.500 euro per sostenere le attività di doposcuola già esistenti.

​La scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata per il 15 ottobre 2025, mentre le attività dovranno essere avviate entro il 17 novembre 2025. Il fondo stanziato dalla Diocesi rappresenta un segnale forte e un impegno tangibile a favore delle fasce più deboli della popolazione, ribadendo il ruolo della Chiesa come pilastro sociale e di supporto alla comunità.

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