Sorpresi a rubare in un capannone, il giudice li assolve. I fatti risalgono al marzo scorso quando due uomini di 30 e 40 anni erano stati arrestati in flagranza di reato dopo essere stati sorpresi all’interno dell’area di un capannone a Paliano, mentre stavano caricando materiale ferroso su un mezzo.
L’azienda, di proprietà di una società in liquidazione da tempo, risultava inattiva e la struttura inutilizzata. L’intervento dei carabinieri, giunti sul posto dopo una segnalazione, aveva permesso di bloccare i due sul fatto. Tradotti in caserma, sono stati accusati di furto aggravato e condotti già il giorno successivo davanti al Tribunale di Frosinone per il processo con rito direttissimo. Nei giorni scorsi in aula, i due imputati erano difesi dall’avvocato Claudio Pizzotti, la cui strategia difensiva ha spiazzato l’accusa. Il legale ha evidenziato aspetti giuridici e circostanze di fatto che hanno indotto il giudice a dichiarare l’improcedibilità del giudizio, ponendo così immediatamente fine al procedimento. A cominciare dal fatto che si trovava di un capannone in disuso ed abbandonato da anni. I suoi assistiti dunque che non sapevano come sbarcare il lunario avevano pensato di poter caricare quel materiale ferroso per poter racimolare qualche soldo. Un epilogo a sorpresa che ha ribaltato l’esito atteso della vicenda, riportando l’attenzione sullo stato di abbandono di molte aree industriali della zona. Mar. Ming.
