Un viaggio tra documenti inediti dell’Archivio storico e un convegno internazionale dedicato al fenomeno
Anagni torna a confrontarsi con uno dei capitoli più complessi e affascinanti della propria storia: il brigantaggio. Da oggi, martedì 16 settembre, la Sala delle Trifore del Palazzo Comunale ospita la mostra documentaria “Le carte dei briganti nell’Archivio storico comunale di Anagni”, un’iniziativa che porta alla luce documenti inediti di straordinario valore storico. La rassegna è curata da un team di studiosi composto da Tommaso Cecilia, Alessandro Compagno e Gioacchino Giammaria, e si concentra sul periodo compreso tra la fine del Settecento e il 1825, quando le bande di briganti si muovevano capillarmente nelle campagne e nelle montagne, in un contesto di forte instabilità politica e sociale. I documenti in esposizione raccontano storie di violenza, di resistenza e di potere, intrecciandosi con le vicende dello Stato Pontificio. La mostra, patrocinata dal Comune di Anagni e dal Ministero della Cultura, si inserisce all’interno di un più ampio appuntamento: il terzo seminario sul brigantaggio, un ciclo di incontri e convegni che dal 16 al 21 settembre coinvolgerà diverse città del Lazio meridionale, tra cui Frosinone e Sonnino. L’inaugurazione, prevista per oggi alle ore 17, vedrà la partecipazione dell’assessore alla cultura Carlo Marino. Per chi non potrà assistere di persona, l’evento sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube dell’Isalm (Istituto di storia e di arte del Lazio meridionale), promotore dell’iniziativa. La giornata sarà arricchita anche dalla presentazione del nuovo libro di Gioacchino Giammaria, presidente dell’Isalm: “Bandi pontifici contro i briganti (1801-1827)”. Un volume che, basandosi su una rigorosa ricerca d’archivio, offre una prospettiva inedita sulle misure adottate dallo Stato Pontificio per arginare il fenomeno del brigantaggio. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 18 settembre, offrendo a cittadini e studiosi un’occasione preziosa per rileggere la storia attraverso le carte originali che ne hanno tramandato le vicende. Anna Ammanniti
