La vicenda della capretta uccisa ad Anagni, nel corso di una festa di compleanno all’interno di un agriturismo, si arricchisce di un secondo capitolo.
La procura di Frosinone infatti ha avanzato una nuova richiesta di archiviazione alla quale si sono opposte le sette associazioni animaliste che avevano dato con le loro denunce origine a quel procedimento. In un primo momento la procura della Repubblica aveva avanzato una richiesta di archiviazione sulla base di numerose testimonianze che non consentivano di affermare che la capretta fosse viva nel momento in cui era stata presa a calci dai giovani e caricata su una carriola. Le associazioni però avevano fatto opposizione a questa prima richiesta di archiviazione ed erano riuscite ad ottenere dal gip Ida Logoluso ulteriori approfondimenti. Tra questi una valutazione veterinaria secondo la quale attraverso il materiale fotografico si potesse stabilire se veramente la capretta fosse già morta, ma soprattutto l’ estrazione dai telefoni sequestrati, di immagini che prima ancora dell’intervento dei ragazzi che avevano preso la capretta a calci potessero confortare l’idea che l’animale fosse ancora in vita. Poiché questi due accertamenti hanno dato esito negativo la procura della Repubblica di Frosinone ha avanzato una seconda richiesta di archiviazione alla quale immancabilmente si sono opposte le associazioni animaliste. Nel collegio difensivo Giampiero Vellucci, Pietro Polidori , Filippo Misservile e Daniele Natalia. Mar. Ming.
