È stato il peschereccio Attila II a rinvenire, durante una battuta di pesca a strascico, due antiche ‘dolia’, giganti anfore d’età romana che potevano contenere fino a 700 litri.
L’eccezionalità di questa scoperta sta anche nel fatto che, a farla, è stato Gianluca Spinosa, figlio di Giacomo, deceduto da appena due settimane, che 8 anni fa aveva effettuato un rinvenimento simile, sempre nella stessa zona di mare, tra l’isola di Ponza e il litorale di Gaeta. Ieri, dopo il rinvenimento, Gianluca, che ha ora ereditato l’attività peschereccia di famiglia, ha raccontato che erano alcuni giorni che, casualmente, si trovava a rivedere i vecchi video del ritrovamento fatto dal padre, quasi come presagio della scoperta avvenuta poi ieri. Il ritrovamento delle due grosse anfore è stato subito segnalato dal peschereccio alle autorità competenti: sono intervenute le unità della Capitaneria di Porto e della Polizia locale, immediatamente allertata, come ovvio, la sovrintendenza archeologica. Al lavoro anche il sommozzatore Salvatore Gonzalez e gli ormeggiatori di Gaeta. LA NOTA STAMPA DELLA GUARDIA COSTIERA DI GAETA: “Nella giornata odierna, intorno alle ore 16:00, la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Gaeta è stata attivata a seguito della segnalazione di un peschereccio dedito alla pesca a strascico che aveva rinvenuto, accidentalmente, due anfore di grandi dimensioni rimaste impigliate nelle reti. Le anfore, adagiate sui fianchi dell’imbarcazione e non imbarcabili a bordo a causa dell’ingombro, costituivano un serio rischio per l’integrità del pescato, che rischiava di andare perduto in quanto l’unità non poteva procedere alle consuete operazioni di sbarco. Immediatamente è stato avviato un coordinamento tra le diverse istituzioni competenti: la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il Comune di Gaeta, la Guardia Costiera, insieme ai pratici ed operatori portuali. Grazie a questa sinergia, le operazioni di sbarco sono state eseguite in sicurezza presso il porto pescherecci di Gaeta. Le due anfore sono state recuperate e messe in sicurezza, mentre il pescato – a seguito del nullaosta rilasciato dal servizio veterinario dell’ASL – è stato regolarmente avviato al mercato ittico per la vendita all’asta, tutelando così il lavoro dei marittimi. L’intervento ha messo ancora una volta in evidenza l’efficacia del sistema di collaborazione tra istituzioni e operatori marittimi locali, che continuano a distinguersi per qualità, sinergia e spirito di servizio, contribuendo allo sviluppo dell’economia del territorio”.
