Anagni – Capretta uccisa, disposte altre indagini

Marina Mingarelli
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Capretta uccisa in un agriturismo di Anagni, la procura dispone altri esami sui telefonini dei ragazzi indagati al fine di accertare se l’animale nel momento in cui era stato gettato nel dirupo fosse ancora vivo. Tali disposizioni sono scaturite dalla opposizione alla richiesta di archiviazione da parte di numerose associazioni animaliste.

Nell’udienza che si è tenuta presso il Tribunale di Frosinone il GIP aveva accolto la richiesta di svolgere ulteriori indagini, principalmente sui cellulari degli indagati già sottoposti a sequestro e mai analizzati dalla Procura. Era stato inoltre disposto di sentire tutto il personale in servizio presso l’Agriturismo di Anagni in cui si sono svolti i fatti. Il deprecabile episodio si è verificato il 27 agosto del 2013 quando un gruppo di ragazzi (tra questi alcuni minorenni) filmarono una capretta che veniva caricata su una carriola e poi scaricata in un dirupo. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori uno dei giovani aveva colpito violentemente la bestiola prendendola a calci fino a decretarne la morte. Quel filmato venne diffuso sui social. Da lì la denuncia. La procura di Frosinone però avanzò richiesta di archiviazione basandosi su una perizia veterinaria la quale avrebbe stabilito che l’animale fosse morto prima dell’aggressione. Ma a tale richiesta si è opposta la “Lav” che ha voluto un approfondimento delle indagini. Il magistrato inquirente accogliendo le proposte dell’associazione animalista ha disposto altri esami. Intanto va detto che il tribunale per i minorenni di Roma ha risposto positivamente all’opposizione presentata anche nei confronti dei giovani indagati che all’epoca dei fatti non avevano compiuto 18 anni. A tal proposito i denuncianti puntano ad arrivare ad un unico processo senza fare distinzioni di età tra gli imputati. Tra gli avvocati del collegio difensivo Pietro Polidori Daiele Natalia, Giampiero Vellucci, Francesca Ruggeri e Filippo Misserville. Mar. Ming.
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