Sora – La surroga tra misteri, mal di pancia e… dichiarazione criptica

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Doveva essere un consiglio comunale per una semplice ratifica dopo le dimissioni da consigliere comunale dell’avvocato Federico Altobelli. Una presa d’atto, una quisquilia, l’ingresso in assise dell’avvocato Lecce. Niente da discutere. E invece una rasoiata a freddo, senza apparente motivo, è arrivata dal consigliere Monorchio che ha generato prima perplessità, poi sgomento e infine alcune reazioni.

Andiamo per ordine. Monorchio in consiglio dice: <<Io sono qui chiaramente perché gli altri consiglieri di maggioranza erano impossibilitati ad esserci e dunque per garantire di fatto il numero legale e per un atto dovuto per il quale faccio gli auguri di buon lavoro al subentrante consigliere Lecce volendo però ricordare che i risultati delle scorse elezioni erano stati chiari riguardo quello che era stato il fallimento della precedente amministrazione e del principale gruppo consiliare del tempo che era quello di Fratelli d’Italia di Sora e che quel risultato aveva sancito l’estromissione di quel gruppo dal consiglio comunale. Siamo qui a dover ratificare quanto avvenuto quindi io voterò ma solo per senso di responsabilità per questo dato che è oggettivo>>. Il consigliere Monorchio nella sua dichiarazione di voto boccia senza appello un’intera classe dirigente del partito di Fratelli d’Italia nella passata amministrazione dicendo che la condanna politica per i soggetti che avevano rappresentato il partito nella passata consiliatura era stata implacabilmente bocciata dagli elettori dando spazio ad una nuova classe dirigente. Monorchio tira dritto senza voltare la testa, altrimenti si sarebbe accorto che al suo fianco, nella sua maggioranza, siedono ex rappresentanti del partito di Fratelli d’Italia proprio della passata amministrazione. Quindi la dichiarazione parrebbe fuori contesto, quasi un attacco personale al consigliere subentrante motivandolo attraverso una critica politica. Ma in realtà potrebbe celarsi ben altro, magari in riferimento ad una futura collocazione di alcuni componenti in seno al consiglio. L’esternazione incauta di Monorchio ora lo pone nella posizione di dover necessariamente essere conseguente se dovesse succedere esattamente quello che lui ha dichiarato, fra le righe, di non volere. Passano poche ore e da fuori il consiglio, arriva la replica a pallettoni di Massimiliano Bruni che vi riportiamo: <<L’imbarazzato silenzio di chi ha governato ieri e oggi tace. L’intervento, inopportuno e istituzionalmente discutibile, del consigliere comunale Monorchio non può passare così in sordina, anche se lascia ancor più perplessi l’inerzia e l’indifferenza dei suoi stessi colleghi di maggioranza: i consiglieri Baratta, De Gasperis e Mosticone. È bene ricordare che proprio loro sono stati membri di spicco della precedente amministrazione, oggi così aspramente criticata e offesa. Di fronte a questo scenario, sorgono spontanee delle domande. Come possono questi consiglieri permettere di essere offesi in maniera così scomposta da un proprio collega di banco, rispetto a scelte amministrative di cui loro stessi sono stati protagonisti e responsabili? La domanda apre a due sole possibili conclusioni: erano inconsapevoli e politicamente irrilevanti prima, oppure non hanno diritto di parola e autonomia ora. Sarebbe opportuno conoscere, sempre se avete ancora un briciolo di dignità politica, perché non prendete pubblicamente le distanze dalle affermazioni del collega Monorchio? Siete consapevoli che di fatto delegittima anche il vostro operato passato? Un’analisi del voto che manca forse al consigliere Monorchio, nell’impeto della sua critica, dimentica un dettaglio fondamentale di analisi del voto. La sua stessa elezione in Consiglio Comunale è stata resa possibile proprio grazie all’apporto determinante di quelle figure che provenivano da quell’amministrazione da lui definita “fallimentare”. In tre, provenienti dalla maggioranza De Donatis, candidati nella lista denominata “Il Faro” hanno portato in dote un pacchetto di circa 600 preferenze, pertanto; senza questo contributo essenziale, il consigliere Monorchio oggi non siederebbe tra i banchi del consiglio. Pertanto, prima di rilasciare certe affermazioni, un’attenta e onesta valutazione della matematica elettorale sarebbe non solo opportuna, ma doverosa>>. Come leggere quindi quanto accaduto? Una leggerezza, un trasporto eccessivo da parte di un componente della maggioranza verso un nuovo dell’opposizione? O una grana per il sindaco?
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