Pnalm – Un progetto per proteggere un gioiello della biodiversità: “Salviamo la Rosalia alpina”

chiaro13
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“La Rosalia alpina, un affascinante coleottero azzurro-cenere, che vive nel legno di faggi vetusti, parzialmente morti o morti in piedi. È un simbolo degli ecosistemi forestali sani e maturi, ma la frammentazione delle foreste e la perdita di habitat ne minacciano la sopravvivenza”.

Lo scrive il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise in un post sui propri canali social per presentare il progetto “Salviamo la Rosalia alpina”. “Per questo motivo, un team di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma ha avviato uno studio innovativo per analizzarne la diversità genetica e sviluppare strategie di conservazione efficaci – proseguono dal Pnalm -. Grazie ad avanzate tecniche di analisi genomica, stiamo esaminando circa 300 individui in tutta Italia, provenienti da una ventina di aree, dalle Alpi all’Appennino meridionale e alla Sicilia. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), in particolare, studieremo gli effetti di diverse variabili ambientali sulla diversità genetica e sulla struttura delle popolazioni, identificando i principali fattori che influenzano frammentazione e connettività delle popolazioni. Inoltre, ne analizzeremo la storia demografica all’interno del PNALM su una scala temporale di un decennio, per valutare gli effetti a lungo termine dei cambiamenti ambientali sulla diversità e sul percorso evolutivo della specie. Comprendere questi fattori è essenziale per individuare popolazioni e siti prioritari da tutelare e per elaborare strategie di intervento mirate. Grazie al supporto del NBFC – National Biodiversity Future Center e al finanziamento del MUR attraverso NextGenerationEU, questo progetto contribuirà a proteggere non solo la Rosalia alpina, ma l’intero ecosistema delle foreste vetuste, fondamentali per la biodiversità”.
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