(di Cesidio Vano) Sono state oltre 400 le ore di lavoro svolte nel mese di giugno nei pronto soccorso degli ospedali di Frosinone, Alatri, Cassino e Sora, da un professionista assunto dalla Asl di Frosinone con contratto di collaborazione (partita Iva) al corso di 80 euro lordi all’ora, un cosiddetto medico a ‘gettone’. Per il mese di giugno l’azienda sanitaria ha sborsato 32.320 euro per 404 ore di lavoro svolte. Una somma esorbitante se paragonata con lo stipendio di un medico di pronto soccorso regolarmente assunto.
Nei mesi scorsi, la Asl di Frosinone è stata trascinata in tribunale da una società che fornisce medici a gettone proprio per i pronto soccorso, che a fronte di oltre 6.200 ore di prestazioni svolte dai propri professionisti non era stata pagata. Oltre mezzo milione di euro la somma richiesta (521.731 euro, per l’esattezza). Si trattava in quel caso di ore di lavori in più – autorizzate straordinariamente dalla Asl per far fronte alla mancanza di personale -, oltre quindi ai 2,5 milioni di euro pagati alla stessa società per l’attività contrattuale concordata (2.600 ore mensili), da gennaio a settembre 2024. Insomma, una marea di denaro pubblico per prestazioni che se svolte da personale dipendente avrebbe consentito risparmi notevoli. Il problema dei contrati ‘a gettone’, sia di medici che di infermieri, è emerso negli ultimi tempi sempre più preponderante, anche perché quella che doveva essere una soluzione tampone, in attesa di concorsi e scorrimento di graduatorie per stabilizzare il personale, stava rischiando di diventare la norma di gestione, pagando le prestazioni a peso d’oro. Proprio lo scorso mese di giugno, il Ministero della Salute ha emesso un decreto contenente le “linee guida recanti le specifiche tecniche, i prezzi di riferimento e gli standard di qualità dei servizi medici ed infermieristici da affidare a terzi in caso di necessità e urgenza da parte delle aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, per fronteggiare lo stato di grave carenza di organico del personale sanitario” con l’intento di porre un freno alle spese sempre più onerose sostenute da alcune azienda sanitarie. Frosinone è un caso tra tanti e, infatti, la Regione Lazio, dopo il provvedimento del Ministero, ha annunciato uno stop generalizzato ai contratti a gettone a partire dallo scorso 31 luglio. Ma non sarà semplice gestire la fase di riorganizzazione dei servizi, visto che si rischiano scoperture se, di punto in bianco, si eliminassero tutti i “collaboratori” a partita Iva, visto che il sistema ormai rodava su tali figure. E, infatti, l’obiettivo che si pone il Ministero è quello di una graduale eliminazione di queste forme di contrattualizzazione per favorire concorsi e scorrimento delle graduatorie. Ma non ci sono alternative immediate e ci vorrà tempo (e volontà di farlo). Lo scorso 5 luglio, il caso dei medici gettonisti a Frosinone approdava anche sulle pagine de Il Fatto Quotidiano che si occupava di un medico di 70 anni, il quale lavorando 144 ore al mese incassava dalla Asl ciociara oltre 40 mila ogni 30 giorni. “Nella provincia di Frosinone – scriveva Linda Di Benedetto sul Fatto -, il sistema continua a funzionare come sempre. Senza limiti, senza verifiche, senza freni. Qui, nel cuore dell’emergenza-urgenza dell’Asl di Frosinone, i Pronto Soccorso si reggono ancora sull’uso sistematico dei medici a gettone. È il caso di (…) un medico ultrasettantenne libero professionista, con partita Iva, stabilmente inserito nei turni dei Pronto Soccorso di Cassino e Alatri, e secondo fonti interne anche di Sora. Dopo aver risposto a una manifestazione pubblica d’interesse, il medico ultrasettantenne è diventato l’uomo chiave della tenuta del sistema. Sempre lui. Sempre presente. Sempre più stremato. Tra colleghi e infermieri ormai non c’è più sorpresa: lo vedrebbero arrancare davanti al computer, esitare durante le visite, addormentarsi e mostrare segni evidenti di affaticamento. Ma nessuno interviene. Nessun dirigente, nessun controllo, nessun richiamo. Il silenzio è diventato prassi. I turni che abbiamo potuto visionare ricoperti dal medico parlano da soli: 14 giornate da 12 ore a Cassino, 21 notti consecutive ad Alatri, più altri 7 turni diurni sempre ad Alatri e alcuni pomeriggi da 6 ore. In totale oltre 144 ore settimanali. Ogni turno vale fino a 1.000 euro. Solo nel mese di luglio il compenso netto stimato supera i 40 mila euro”.
