“Sapevate che i pipistrelli sono ottimi indicatori dello stato di salute dell’ambiente? Con la loro presenza (o assenza) segnalano trasformazioni nei paesaggi naturali… e persino nel clima che cambia!”. Inizia così un posto del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che racconta dell’attività di studio, svolta nell’area protetta, sui pipistrelli che popolano boschi e grotte.
“Grazie a un finanziamento dell’Ente Parco, continua con grande successo il progetto di ricerca diretto dal prof. Danilo Russo con il dott. Luca Cistrone e il Laboratorio AnEcoEvo (Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli) – spiegano dal Pnalm -. Lo studio, condotto in collaborazione con la prof.ssa Mirjam Knörnschild del Museo di Storia Naturale di Berlino, è dedicato proprio a capire come i pipistrelli stiano rispondendo al riscaldamento globale. E i risultati parlano chiaro. Alcuni giorni fa, è stata nuovamente osservata nel Parco una specie cavernicola rara e legata normalmente a quote più basse: il Vespertilio di Capaccini. Se due anni fa era stata trovata a 870 m di altitudine nel territorio di Scontrone, oggi è salita a 1020 m, segno evidente di un rapido adattamento alle temperature crescenti”. I ricercatori hanno infatti osservato un esemplare femmina “che aveva appena terminato di allattare: un segnale forte che questa specie si sta riproducendo sempre più in alto”. “Il cambiamento climatico è già in atto, e i pipistrelli ce lo stanno raccontando – dicono dal Parco -. Proteggerli significa proteggere anche il futuro dei nostri ecosistemi”.
