Il gruppo WorldLeaks, che aveva rivendicato l’attacco ransomware dei giorni scorsi ai sistemi informatici del gruppo Acea Spa (leggi qui), ha pubblicato 2,9 terabyte di dati rubati. La notizia è stata data da ransomNews.
Il gruppo criminale informatico, aveva richiesto un riscatto ad Acea per evitare la divulgazione dei dati rubati. Alla scadenza dell’ultimatum imposto dal gruppo criminale, il 29 luglio scorso. Una grande massa di informazioni è stata resa accessibile nel web. Come spiega ‘ilpost.it’: “Nei giorni precedenti il gruppo era riuscito a entrare nei sistemi informatici dell’azienda e a bloccare i dati, chiedendo poi un riscatto in cambio dello sblocco. Si tratta di un tipico attacco ransomware, cioè fatto con un software che rende inaccessibili i dati, solitamente con la minaccia che le informazioni vengano diffuse online, come poi è avvenuto in questo caso. Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) nei primi quattro mesi del 2025 gli attacchi di questo tipo sono aumentati del 64 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024”. Non è chiaro quanti soldi siano stati chiesti all’azienda né cosa contengano i dati diffusi alla scadenza dell’ultimatum. Acea ha spiegato in una nota che l’attacco non ha interessato i servizi erogati a cittadini e imprese.
