(di Dario Facci) Dopo molti tentativi, ciclicamente proposti negli anni ora da questo ora da quel parlamentare. Dopo infinite proposte e, soprattutto, quesiti sui meccanismi che regoleranno la regione di Roma, una volta che questa fosse diventata speciale: una moderna capitale europea con tanto di poteri legislativi, il momento è arrivato. Il Consiglio dei ministri, infatti, oggi ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale che renderà Roma Capitale una città molto più “speciale” di quanto non lo sia stata (salvo quanto era la capitale dell’Impero, ovviamente). Il provvedimento che il Cdm ha varato oggi è composto di due soli articoli. Ad essere essenzialmente modificato, sarebbe, una volta approvata la legge, l’articolo 114 della Costituzione. La proposta di legge vede nel suo articolo 1 la sostituzione dell’attuale articolo 114 della Costituzione dove viene inserita esplicitamente ‘Roma Capitale’ tra gli enti costitutivi della Repubblica, accanto a Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e lo Stato. Roma Capitale, in sostanza, diventa un ente territoriale “di genere proprio”.
I NUOVI POTERI DI ROMA CAPITALE Il ddl, “integrando la previsione originaria dell’art. 114 della Costituzione, ha l’obiettivo di dotare Roma Capitale di poteri e risorse adeguati alla propria realtà demografica, economica e sociale, in linea con le principali capitali europee”, si legge nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento. Il disegno di legge riconosce a Roma Capitale la natura di ente autonomo, dotato di propri statuti, poteri e funzioni, in linea con i principi costituzionali. La città, in quanto capitale della Repubblica, eserciterà la potestà legislativa in materie specifiche, tra cui: trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale, governo del territorio, commercio, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, promozione e organizzazione di attività culturali, turismo, artigianato, servizi e politiche sociali, edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa di Roma Capitale. Viene, inoltre, stabilito che una legge dello Stato, approvata a maggioranza assoluta da entrambe le Camere e sentiti il Consiglio della Regione Lazio e l’Assemblea elettiva di Roma Capitale, disciplinerà l’ordinamento di Roma Capitale e ne definirà i principi di decentramento amministrativo. Questa legge dovrà anche attribuire a Roma Capitale “condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria” nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione, garantendo le risorse necessarie al finanziamento delle funzioni attribuite. Roma Capitale, a sua volta, attuerà il decentramento amministrativo sulla base di questa legge statale. L’articolo 2 delinea le disposizioni transitorie e finali per l’applicazione della nuova normativa. Nel dettaglio, le funzioni legislative attribuite a Roma Capitale entreranno in vigore a decorrere dalle prime elezioni dell’Assemblea di Roma Capitale successive all’entrata in vigore della legge costituzionale. Inoltre, le leggi della Regione Lazio che riguardano le materie attribuite alla potestà legislativa di Roma Capitale continueranno ad applicarsi fino all’entrata in vigore delle leggi capitoline. Infine, l’articolo 2 stabilisce l’applicazione a Roma Capitale di diverse disposizioni costituzionali, tra cui gli articoli 118 (funzioni amministrative e sussidiarietà), 119 (autonomia finanziaria), 120 (potere sostitutivo del Governo), 127 (impugnativa delle leggi) e 134 (competenza della Corte Costituzionale), oltre all’articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 2012 sul pareggio di bilancio. MELONI: “ROMA NON E’UNA CITTA’ COME LE ALTRE” “Roma non è una città come le altre”. Così la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato il provvedimento: Con la riforma – ha affermato la premier in un video messaggio – restituiremo alla città il valore che la storia le riconosce”. “Oggi il Governo ha approvato una riforma costituzionale che inserisce Roma Capitale tra gli Enti costitutivi della Repubblica e attribuisce a Roma Capitale poteri legislativi su materie che toccano la vita quotidiana dei romani, come l’urbanistica, il trasporto pubblico locale, il commercio, il turismo, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. La riforma prevede anche che, con una successiva legge, sia stabilito il nuovo ruolo che dovranno avere i Municipi nell’assetto futuro della città”. “È un impegno che abbiamo fissato nel programma di governo e che abbiamo mantenuto, un altro impegno mantenuto, perché tutte le Nazioni serie e degne di questo nome si rendono conto di quanto siano importanti la credibilità, il prestigio, l’autorevolezza della propria Capitale. E noi non vogliamo più essere da meno, perché investire su Roma significa investire sul futuro della Nazione”. “La Capitale d’Italia è Roma. E Roma non è una città come le altre. È la Città Eterna, è la Capitale del cristianesimo e del Mediterraneo – sottolinea la premier -. Ma è anche il Comune più popoloso e più esteso della Nazione, custodisce la maggiore concentrazione di beni storici e culturali al mondo, ospita il Vaticano, gli organi costituzionali, numerose organizzazioni internazionali e le rappresentanze diplomatiche”. “Eppure, a fronte di tutto questo, del ruolo che Roma ha, delle funzioni che svolge e del peso che sostiene per adempiere a quel ruolo e a quelle funzioni, la città è governata – di fatto – con gli stessi poteri di un Comune da poche migliaia di abitanti. Ed è impietoso il paragone con le altre Capitali europee e mondiali, che godono di status particolari e sono delegate a esercitare poteri specifici. È un tema di cui si discute da svariati decenni, ma che nessuno, prima di noi, aveva avuto il coraggio e la determinazione di affrontare concretamente” ha aggiunto Giorgia Meloni. GUALTIERI: “NUOVI POTERI E NUOVE RISORSE” Intanto oggi in Assemblea capitolina, in occasione dell’approvazione del bilancio, il sindaco Gualtieri ha parlato ancora di risorse, cosa che ha sempre fatto contestualmente al dialogo sui nuovi poteri della Capitale. “Abbiamo verificato – ha detto – che, tra tagli e mancanze, stimiamo la necessità di un miliardo. Tuttavia, con nuove funzioni, ci sarebbero anche risorse aggiuntive. E poi ci sono i grandi progetti da finanziare, questo governo ha finanziato la Metro C ma dobbiamo andare avanti, c’è la Metro D e molti altri progetti”. “Quindi – ha aggiunto – c’è l’ambito delle funzioni ordinarie e quello dei grandi investimenti, che devono proseguire, abbiamo avuto un periodo di grandi investimenti ma non può essere a sprazzi”. Così il sindaco di Roma ha proseguito nel corso della conferenza stampa in Campidoglio dopo il via libera del Cdm al disegno di legge sui poteri di Roma Capitale. TAJANI: “UNA STORICA BATTAGLIA DI FORZA ITALIA” “Sono molto soddisfatto. L’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge costituzionale per Roma Capitale è il compimento di una storica battaglia del Presidente Berlusconi, di tutta Forza Italia e anche mia personale, che rivendico con orgoglio” ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in una nota. “Il testo, licenziato dal Cdm, si abbinerà, rafforzandolo, a quello già presentato da Forza Italia alla Camera dei deputati di cui è primo firmatario e relatore Paolo Barelli. Finalmente si riconosce a Roma il ruolo che le spetta, dotandola degli strumenti necessari per affrontare gli oneri e le esigenze che derivano dal suo prestigio nazionale e internazionale. Roma è la città simbolo non solo dell’Italia, ma della storia d’Europa e d’Occidente”. “E’ la Capitale d’Italia ma anche -ha sottolineato Tajani- il centro della Cristianità, ospitando al suo interno la Città del Vaticano. Oltre un miliardo di cattolici di tutto il mondo guardano a Roma come faro spirituale e morale. Una città che ospita le sedi delle Istituzioni nazionali, le rappresentanze diplomatiche e numerose organizzazioni internazionali, tra cui la FAO. Tutto questo è un grande privilegio, ma anche un grande onere, che comporta costi straordinari e necessita di strumenti adeguati di governo della città. Altre grandi capitali europee come Londra e Parigi da molto tempo si vedono riconosciuta la loro condizione di eccezionalità, negli Stati Uniti Washington costituisce addirittura un Distretto Federale a sé, che si autogoverna, non soggetto alla giurisdizione di uno Stato”. “Con questa riforma – ha concluso Tajani- finalmente anche il rango particolare di Roma entrerà in Costituzione, e la nostra Capitale potrà contare su una struttura legislativa solida, competenze chiare e fondi stabili per rispondere alle esigenze di una città unica al mondo”. LEGA: “COSI’ ROMA TORNA A CORRERE” “Con la potestà legislativa Roma torna a correre” dichiarano in una nota congiunta i consiglieri capitolini della Lega Fabrizio Santori e Maurizio Politi insieme ad Angelo Valeriani e Marco Penna, rispettivamente segretario provinciale della Lega a Roma e capo dipartimento della Lega per l’autonomia di Roma Capitale. “I poteri speciali per Roma sono coerenti con il progetto autonomista della Lega, che mira a valorizzare i territori e ad aumentare poteri e responsabilità agli amministratori. Con la modifica dell’articolo 114 si potrà legiferare su trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale, governo del territorio, commercio, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, promozione e organizzazione di attività culturali, turismo, artigianato, servizi e politiche sociali, edilizia residenziale pubblica, organizzazione amministrativa di Roma Capitale”.
