(di Dario Facci) Assume toni fantastici la vicenda delle candidature a sindaco di Frosinone. Quando mancano due anni al rinnovo nel Capoluogo, un’era geologica considerata l’andatura delle scelte negli ultimi tempi, comunque sempre condizionate dalle intricate dinamiche nei e tra i partiti, sembra che il seggio scotti sotto le terga di molti.
Ciò, forse, per le reiterate chiacchiere che circolano intorno alla possibilità che la “consiliatura” Mastrangeli possa interrompersi prematuramente, cosa che accadrà solo se fosse lo stesso sindaco a volerla per sua convenienza, poiché non converrebbe a nessun altro data l’evidente impreparazione ad affrontare con possibilità competitive un voto nell’immediato.
Oppure, nel caso del Partito Democratico, per motivi completamente distinti dall’effettiva gara per il massimo scranno di Palazzo Munari, ovvero motivi… congressuali. Ma andiamo per gradi.
LA CANDIDATURA A SUA INSAPUTA
Il riferimento è alla recente uscita del presidente regionale del Pd laziale, Francesco De Angelis (foto in alto), il quale con tempismo che ai più è apparso estemporaneo, ha diffuso mediante canali di stampa considerati a lui vicini, dunque credibili, il nome del candidato del Partito Democratico di Frosinone per la carica di Sindaco. Quello del consigliere comunale più votato dell’opposizione: Angelo Pizzutelli.
Angelo Pizzutelli
La cosa deve aver colto di sorpresa lo stesso Pizzutelli e certamente anche gli apparati del circolo Pd di Frosinone che, sebbene vivano una fase di forte difficoltà con una segreteria completamente dimissionaria, certamente non penseranno, segretario in testa, di meritare il macigno di un tale, clamoroso, scavalcamento.
Lui, il candidato nominato, da perfetto uomo di partito, una volta interpellato, ha risposto con autodisciplina: io sono un uomo di partito, continuo a fare il mio dovere portando avanti le istanze dei cittadini.
MA NON SI TRATTA DI UNA “BRUCIATURA”
Orbene, Angelo Pizzutelli è un politico esperto e sa benissimo quanto perigliosa sia, nelle dinamiche elettorali, l’esposizione di un nome gettato nella mischia senza la costruzione di una candidatura. In questo caso, tra l’altro, di una candidatura che è perfettamente nelle cose: non sarebbe certamente strana la proposta di uno come Angelo Pizzutelli, nei ranghi del partito e soprattutto del Consiglio Comunale da tanto tempo e, per di più, sempre suffragato alla grande dall’elettorato. La situazione, insomma, rischia di penalizzare un progetto che ha tutte le carte in regola. C’è però, nello specifico, un’ancora di salvezza e non tutto è perduto.
Riccardo Mastrangeli
In altre parole, utilizzando quelle di altri e precisamente prendendo in prestito quelle di Marco Damilano il quale, nel suo fortunato podcast “Romanzo Quirinale” intorno al discorso delle candidature “bruciate”, asserisce: “ (…) una regola non scritta delle elezioni per il presidente della Repubblica (ma vale per tutte, nda.) è che – con alcune eccezioni – il candidato proposto dal leader più forte viene sistematicamente bocciato per danneggiare il leader stesso. È una regola che però potrebbe servire a poco in queste elezioni, visto che nessun politico può vantare una forte leadership e influenza in Parlamento”.
Insomma, la candidatura di Angelo Pizzutelli può non essere considerata “bruciata” per il semplice fatto che non è ancora chiaro, nel Partito Democratico della provincia di Frosinone, chi sia il leader più forte. Ciò perché la battaglia congressuale non si è ancora consumata, per tutta la serie di colpi di scena dei quali in questa sede non interessa.
Va altresì addebitata sempre alla battaglia congressuale, cioè al timore che Pizzutelli non propendesse per il candidato alla segreteria provinciale del partito del presidente regionale del medesimo, Francesco De Angelis, la “fretta” con la quale il nome è stato diffuso?
Insomma non parrebbe proprio che la rivelazione del nome del candidato del Partito Democratico abbia la malevole intenzione di “bruciarlo” come si sente dire da più parti, anche se le modalità di diffusione della notizia certamente non lo facilitano.
Vincenzo Iacovissi
LA PROPOSTA A UN TAVOLO DEL CENTROSINISTRA CHE ANCORA NON ESISTE MENTRE IL PSI E’ GIA’ IN PISTA DA TEMPO
La tesi, più accettabile di quella diffusa nella prima ora, è che la proposta di candidatura di Pizzutelli non sia ufficiale bensì una semplice proposta alla coalizione di centrosinistra. Si tratterebbe, secondo questa interpretazione, della fase di confronto per la realizzazione di un’intesa laddove ad un ipotetico tavolo delle trattative il PD porterebbe la candidatura Pizzutelli alla pari con le altre. Specialmente con quella dei socialisti che da tempo lavorano già a quella del loro vice segretario nazionale: il consigliere Vincenzo Iacovissi.
Gian Franco Schietroma
Il Psi di Schietroma, infatti, già da un anno non fa misteri di lavorare al progetto di alternativa allo strapotere del centrodestra frusinate. Lo fa con la costruzione certosina delle liste (si dice ce ne siano già tre pronte), di un programma molto dettagliato e di una serie di proposte per le quali il nome del candidato Sindaco (Iacovissi appunto) è l’importante ma non unica componente. E’ molto difficile, allo stato delle cose, pensare che questo progetto possa essere ritirato nel nome dell’unità di una coalizione di centrosinistra che tuttora non esiste, poiché la maggioranza che regge Mastrangeli è notoriamente trasversale.