Frosinone – Costringeva la moglie a lavorare nei campi e poi la chiudeva a chiave in casa, denunciato

Irene Mizzoni
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Costringeva la moglie a lavorare nei campi e quando doveva assentarsi da casa la chiudeva a chiave, agricoltore di cinquanta anni finisce davanti al giudice per le indagini preliminari per il reato di maltrattamenti in famiglia e violenza domestica.

I fatti risalgono al dicembre dello scorso anno quando la donna, una 35enne mamma di due bambini in età scolare, residente nel capoluogo ciociaro, dopo essere stata picchiata dal marito per futili motivi era stata chiusa a chiave in casa. Ma quella volta la coniuge era stata fortunata perché era riuscita a liberarsi ed a scappare insieme ad i suoi figlioletti. La donna che aveva bisogno di aiuto si è rivolta agli operatori del “Telefono Rosa” Frosinone presieduto dalla dottoressa Patrizia Palombo. E proprio in questa sede è riuscita a trovare un supporto non soltanto psicologico ma anche economico. Dal Telefono Rosa infatti sono riusciti ad ottenere per la giovane mamma “il reddito di libertà”, si tratta di un contributo che viene erogato dall’ Inps in favore delle donne vittime di violenza. Il marito oltre a trattarla come se fosse stata una sua schiava non provvedeva nemmeno a darle i soldi per fare la spesa. Talvolta succedeva che non aveva nulla da mangiare nemmeno per i suoi bambini. Eppure per evitare di contrariarlo la 35enne faceva sempre tutto quello che le diceva di fare. Sovente era costretta a recarsi nei campi per lavorare la terra, ed anche quando non ce la faceva più cercava di stringere i denti e tirare avanti. Ma l’ultima volta che l’ha chiusa a chiave dentro casa non ce l’ha fatta più e quando è riuscita a liberarsi è scappata insieme ai suoi bambini. Subito dopo è scattata la denuncia nei confronti del marito per il quale adesso ha inviato le pratiche della separazione. Mar.Ming.
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