Regione – Ai Verdi non piace la nuova legge edilizia del Lazio: “Territorio a rischio”

chiaro13
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“La Giunta Rocca sta attuando una preoccupante liberalizzazione in materia urbanistica ed edilizia, con una serie di interventi che richiamano da vicino il cosiddetto “modello Milano” — già oggetto di attenzione da parte della magistratura — e che minacciano di compromettere l’equilibrio territoriale e ambientale del Lazio”.

È quanto scrivono in una nota Guglielmo Abbondati, co-presidente Consiglio federale regionale Europa Verde Lazio; Laura Ciacci co-portavoce Europa Verde Lazio e Chiara Marinelli co-portavoce Giovani europeisti verdi Lazio (foto). Nel comunicato si legge: “La stessa Giunta, infatti, sta confondendo l’urbanistica con l’edilizia. L’urbanistica serve per organizzare lo spazio in cui viviamo, l’edilizia sono i cantieri, spesso e purtroppo legati ai soliti “prenditori”. Il primo passo è stato la modifica alla normativa sugli abusi edilizi: è stata cancellata la disposizione che vietava di sanare interventi abusivi realizzati in aree soggette a vincolo paesaggistico, anche se il vincolo fosse stato imposto dopo la costruzione. Una sanatoria generalizzata che rischia di cancellare anni di tutele a difesa del paesaggio. Sono poi in discussione ulteriori proposte di legge che mirano a riconoscere ai privati un “diritto edificatorio” sottratto all’efficacia di futuri vincoli, in palese contrasto con la giurisprudenza consolidata in materia di governo del territorio. Il quadro si completa con l’approvazione della proposta di legge regionale n. 171/2024, che recepisce la normativa nazionale “Salva-Casa” voluta dal Ministro Salvini. Dietro l’apparente semplificazione, si cela una vera e propria deregulation: sarà possibile trasformare cantine e garage in abitazioni, anche in deroga alle norme igienico-sanitarie; modificare le destinazioni d’uso in deroga agli strumenti urbanistici; regolarizzare immobili abusivi in aree agricole, anche per usi non connessi all’attività agricola. Un provvedimento omnibus, che privilegia le logiche speculative legate alla rendita immobiliare, piuttosto che la tutela dell’interesse pubblico e la qualità della vita nei territori. Occorre una risposta netta e unitaria per difendere il Lazio da un’urbanizzazione selvaggia, imposta dall’alto e lontana dai bisogni reali delle comunità. Il nostro territorio ha bisogno di interventi urbanistici che riguardino le vere questioni prioritarie. Il diritto all’abitare per le nuove generazioni, il diritto a vivere in luoghi dignitosi e salubri, il diritto a vivere in Città nelle quali gli investimenti sul verde pubblico vengano considerati azioni di adattamento al cambiamento climatico e di miglioramento della vita e non come meri arredi urbani. La nostra Regione ha bisogno di una visione diversa, non di speculazione travestita da rigenerazione”.
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