(di Dario Facci) Torna all’attenzione della cronaca l’ormai annosa vicenda legata alla natura e ai poteri di Roma Capitale. Non più tardi di qualche mese fa, nel corso di un importante vertice presso il Campidoglio, la Cisl Regionale aveva ripreso e caldeggiato il discorso legato al percorso costituzionale che vorrebbe la Capitale d’Italia una moderna regione europea, cioè un organismo amministrativo capace di autonomia completa e legislativa.
La circostanza vuole che si torni a parlare dell’iter in questione che, secondo alcune informazioni, sarebbe giunto all’attenzione del Governo e ormai sul punto di essere discusso in Consiglio dei Ministri. Ogni qualvolta si sia parlato delle competenze di Roma Capitale sono tornate alla ribalta anche i destini delle province del Lazio, poiché, com’è altrettanto noto, il problema di Roma che assommi agli oneri di essere la capitale della Nazione a quelli di essere un capoluogo di Regione a quelli che attengono alla Città Metropolitana e, ovviamente, quelli di un Comune di milioni di abitanti e l’estensione territoriale più vasta d’Europa non è di secondo piano nel merito delle suddivisione delle risorse. Per esempio un Consiglio Regionale eletto quasi nella sua totalità a Roma costituisce un problema di rappresentanza per il resto del territorio regionale. Così il segretario regionale del Partito Socialista Italiano, Gian Franco Schietroma, che oltre all’esperienza parlamentare e di Governo assomma nel suo curriculum anche quella di assessore regionale, ha colto la palla in balzo per intervenire direttamente presso il vertice della Nazione per riproporre l’esigenza di mettere mano anche alla natura dell’intero territorio regionale. La proposta è quella di liberare il territorio laziale dalla preponderanza di Roma e, al contempo, liberare Roma per renderla una moderna capitale europea conferendole un ampio potere legislativo e, in sostanza, rendere essa stessa una Regione. Di seguito la lettera che il segretario regionale dei socialisti ha inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Onorevole Presidente, indiscrezioni di stampa considerano imminente il fatto che il Governo sia pronto a portare in Consiglio dei Ministri la riforma per conferire poteri speciali a Roma Capitale. Infatti tale disegno di legge costituzionale prevederebbe, secondo le anticipazioni di stampa, la possibilità per Roma di poter scrivere le leggi come una regione, limitatamente ad alcune materie. Noi Socialisti Le proponiamo di prendere in considerazione qualcosa di più, cioè la trasformazione di Roma Capitale in una vera e propria regione a sé stante, con la definizione contestuale di una “Regione Lazio dei Territori”, composta dalle province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e dai territori dell’area metropolitana di Roma, ad eccezione di quelli del Comune di Roma. La nostra proposta mira a porre finalmente in equilibrio quel rapporto tra Roma ed il resto del Lazio che, al momento, risulta eccessivamente sbilanciato, a livello regionale, sulla Capitale, sia in termini di rappresentatività che di efficacia delle decisioni. Nello stesso tempo, i cittadini romani potrebbero trovare adeguato riconoscimento istituzionale nella preminenza della Capitale d’Italia nell’assetto costituzionale degli enti locali, con l’attribuzione di uno status speciale di rango regionale, conferendo quindi ad essa non solo funzioni, ma anche competenze sulle materie rimesse agli enti regionali, oltre a rafforzare gli strumenti amministrativi già esistenti. La trasformazione di Roma Capitale in una vera e propria regione, oltre ad essere in linea con quanto avviene per altre capitali europee ed occidentali, punta a definire una giusta collocazione istituzionale sia per Roma sia per il resto del Lazio, anche al fine di ridurre quel deficit di rappresentatività che attualmente caratterizza a livello regionale i territori che non coincidono con il Comune di Roma”.
